Star Wars: Skeleton Crew – la recensione

L’ultima serie di Star Wars è un viaggio avventuroso e misterioso, dove giovani protagonisti affrontano sfide straordinarie tra pericoli, segreti e sorprendenti alleanze inaspettate.

 

 

La serie Star Wars: Skeleton Crew si inserisce nell’universo narrativo di Star Wars, ma con un’impostazione avventurosa che richiama lo spirito del film I Goonies. Ambientata dopo gli eventi de Il Ritorno Dello Jedi, la serie ha debuttato con un primo episodio che dà il via a un viaggio ricco di sorprese per un gruppo di giovani protagonisti.

La trama segue quattro ragazzi che, vivendo su un pianeta apparentemente sicuro, si trovano catapultati in una galassia sconosciuta e pericolosa a causa di un evento misterioso. Lontani dalle loro famiglie, intraprendono un viaggio straordinario per trovare una via di ritorno a casa. Durante il loro percorso, affrontano sfide, incontrano personaggi singolari e scoprono risorse inaspettate dentro di loro; tra alleati imprevedibili e pericoli costanti, imparano a collaborare e a valorizzare le loro differenze.

 

 

I giovani protagonisti sono ben caratterizzati, con punti di forza e debolezze che emergono chiaramente lungo gli otto episodi. Wim, interpretato da Ravi Cabot-Conyers, è un ragazzo impulsivo e amante dell’avventura, vero motore delle situazioni più dinamiche. KB, portata in scena da Kyriana Kratter, è riflessiva e brillante, con protesi che testimoniano un incidente passato. Fern, interpretata da Ryan Kiera Armstrong, si propone come una leader determinata, ma alla ci sono momenti in cui esce fuori la fragilità di una ragazzina alle prese con qualcosa fuori dalla sua portata. Neel, nonostante la maschera da elefantino che ne nasconde le espressioni, conquista con la sua dolcezza e gentilezza, risultando uno dei personaggi più amabili. Gli attori giovanissimi si distinguono per interpretazioni che trasmettono autenticità e profondità, probabilmente grazie a una scrittura attenta ai dettagli.

Jod Na Nawood, interpretato da Jude Law, è un personaggio enigmatico che si muove con ambiguità, bilanciando il suo ruolo tra guida e figura misteriosa. Jude Law riesce a non oscurare i giovani protagonisti, accompagnandoli con una performance intensa e calibrata. La natura ambivalente del suo personaggio mantiene viva la curiosità dello spettatore fino alla fine, lasciando aperta la questione sulla sua vera natura.

L’ambientazione in stile Star Wars arricchisce la storia con dettagli che catturano l’attenzione degli appassionati. I riferimenti ai Jedi e alla Nuova Repubblica collocano temporalmente la vicenda, mentre elementi come la spada laser e gli X-Wing aggiungono familiarità senza risultare invadenti. Gli effetti speciali sono di buon livello, ma la costumistica presenta qualche pecca: maschere come quella del Capitano Brutus appaiono meno curate rispetto ad altri aspetti della produzione.

 

 

Uno degli elementi più interessanti è il design di SM-33, un droide scheletrico che ricorda un vecchio lupo di mare, con movenze e carisma che lo rendono memorabile. Insieme a lui, anche l’atmosfera, gli ambienti e le cianfrusaglie da vascello pirata che permea la nave Onyx Cinder donano alla serie un’identità unica all’interno della “galassia lontana lontana”.

Nell’attuale panorama di Star Wars, che ha alternato successi come Rogue One, The Mandalorian, Ahsoka e Andor a prodotti meno apprezzati come The Book Of Boba Fett, Obi-Wan Kenobi e buona parte della terza trilogia cinematografica, Skeleton Crew si colloca tra le opere più riuscite. Con una narrazione avventurosa, personaggi solidi e un’ambientazione coinvolgente, la serie riesce a catturare lo spirito di Star Wars pur offrendo una prospettiva fresca. Sebbene la Lucasfilm non abbia ancora annunciato una seconda stagione, le voci su un possibile sequel già circolano.

 

Star Wars: Skeleton Crew, 2024
Voto: 7.5
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