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L'editoriale di Aprile 2018

di Andrea Morsani
Creato: 04 Aprile 2018

Tra elezioni e scandali sulla privacy, ci attende un mese decisamente scoppiettante.

 

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Impossibile non trattare i due temi piu' importanti del mese scorso in queste brevi righe. Cominciando dalle notizie piu' recenti, e' venuto fuori che Facebook ha sostanzialmente venduto i dati dei suoi utenti (tutti, alcuni, chi lo sa?) ad una azienda esterna che non si sa cosa ci abbia fatto (e cosa vuoi che ci abbia fatto, scatole di cartone? Ci ha catalogati tutti). Ma la vera notizia non e' questa; e' che c'e' gente che cade dalle nuvole e si dichiara stupefatta. Beh, miei cari babbalei, benvenuti nel mondo che vi piace definire "dell'Internet 2.0" (come se ne capiste di informatica); oggi funziona cosi'. Appena cedete informazioni personali, queste non sono piu' vostre, punto e basta. Si, potete imbastire (o tentare di imbastire) chissa' quale procedimento legale, ma intanto i dati sono in giro, e non li rimuoverete piu'; chiedetelo a quelle zoccole povere ragazze che dopo essersi fatte filmare mentre si fanno impalare dall'amante di turno, sbeffeggiando il ragazzo, si sono ritrovate nella top ten dei video visti su youporn. Vi crolla il mondo addosso? Vi ammazzate? Problemi vostri. Potevate pensarci prima. D'altronde la razza umana non si e' evoluta a colpi di "oh non lo sapevo, scusate", ma con la regola del piu' forte, del piu' intelligente e del piu' adatto.

 

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La stessa regola vale anche in politica. Con un Renzi finalmente preso a calci nel culo e un Berlusconi messo in un angoletto dopo 20 anni di gestione personalistica, magari stavolta ce la si fa a tirar fuori qualcosa di buono. Quello che tutti i normo-cerebrodotati italiani sanno dal giorno dopo il voto, e' che l'unico governo possibile e' quello formato da Movimento 5 Stelle e Lega. Ci sono tanti punti di contatto, perche' non sfruttare l'occasione? Dall'alzare la testa contro un'Unione Europa padrona a casa nostra, ai problemi derivati da una immigrazione incontrollata, alla distruzione della tutela del lavoro alla mancata ripresa economica (in tutta Europa invece sono ripartiti alla grande, pure in Lettonia). E senza parlare della riscrittura di questo obbrobrio che e' la legge elettorare figlia del toscano piu' odiato d'Italia.

Possibilita' per fare (e fare bene) ce ne sono tante, andrebbero sfruttate senza perdere l'occasione. Si, e' ovvio, c'e' il discorso del tira e molla, del dover un minimo fare il gioco delle parti, ma chiunque abbia un po' di sale in zucca nelle rispettive basi elettorali sa benissimo che questo e' il meglio che potesse capitare. E allora, visto che oggi iniziano le consultazionidi Mattarella coi leader politici, si faccia questo governo; magari con l'idea di essere a termine, ma un governo in cui si possa lavorare per cio' che si e' detto in campagna elettorale. Oltre al bene dell'Italia, risultati positivi in quest'ottica porterebbero anche un maggior consenso ai due schieramenti; cosa si puo' chiedere di piu'?

Sara' la primavera, ma se davvero Movimento 5 Stelle e Lega fanno un governo insieme, mi faccio una pippa. Alla faccia degli inorriditi radical chic.

Schiattate.