Un Freddo Inverno

"Tenente, ho i risultati sui proiettili di viale Pasteur. Sappiamo da dove vengono." Poi Spada fece una pausa, e guardo' Todeschini. Il Tenente attendeva che Spada parlasse, invece gli passo' un foglio, che Todeschini lesse rapidamente. A quanto pare erano riusciti ad individuare la provenienza dello stock di cartucce, ma non riusciva a credere a quello che leggeva.
"Sei sicuro, Spada?" L'Appuntato annui'. Todeschini si alzo' e ando' a parlare col Capitano.

Leggi tutto: 7 - L'istante prima dello sparo

"Falsini, datti una mossa, cazzo." Marelli teneva un passo nel folto della vegetazione che faceva invidia. Falsini, al buio, si sentiva agile come un blocco di cemento, e per un paio di volte non rischio' di scivolare sul fango per stare dietro al Maresciallo. Almeno non pioveva.
Arrivati sul limitare del canneto, si fermarono a far abituare gli occhi. In lontananza, fra due convogli talmente vecchi e incrostati di ruggine che probabilmente erano parcheggiati la' da prima che Falsini si arruolasse, videro' dei piccoli bagliori rossi. Tombola.

Leggi tutto: 6 - Paura

"Allora stanotte andiamo al deposito della Metro a Magliana?"
"Si, ma ci andiamo in borghese. Se vedono le divise scappano subito."
Falsini sapeva che era un grosso, grosso strappo alle regole. Se Todeschini aveva permesso una cosa del genere, evidentemente doveva puntarci molto. E, da quel che aveva intuito, il Capitano non ne sapeva nulla. Poi, il Maresciallo disse qualcosa che non comprese. "Dicevo, fatti trovare all'una in caserma, già pronto. Adesso ce ne andiamo a casa a dormire un pò. Certo che ultimamente facciamo strani orari, eh?" Marelli ridacchiava.
"Si, Maresciallo. A più tardi." Poi uscì nel corridoio gelido, e incamminandosi verso l'uscita, prese il celluare e richiamò un nome dalla rubrica. "Giulia? Dobbiamo annullare. Ho da fare stasera. Si, lavoro..."

Leggi tutto: 5 - Tensioni

Giovanna era sveglia. Seduta sulla sedia di paglia in cucina, con la tazza di thè in mano, la vestaglia tenuta chiusa dalla mano, i piedi nudi appoggiati sulla sbarra della sedia di fronte a lei. I capelli corvini ancora arruffati, lo sguardo insonnolito, lo sentì rientrare, ma non lo salutò. Todeschini posò il berretto sul tavolo del salone, poi si affacciò. Rimasero in silenzio per qualche istante. "Ma sei già sveglia? Sono le sei..."
"Mi sono risvegliata, dopo che sei uscito. E poi non riuscivo più a dormire."
"Scusa..." Todeschini le passò il braccio sotto il mento, cingendole la spalla, e la baciò dolcemente sui capelli. Lei rimase algida, col suo sguardo perso nel vuoto; ma lui era troppo stanco per notarlo. "Vado a dormire un paio d'ore, poi riesco. Dai, vieni a dormire anche tu."
"No, ho un pò di panni da stirare. Poi vado a lavorare. Ci vediamo stasera."

Leggi tutto: 4 - Mattina di indagini

Non era difficile trovare il posto giusto. Il sabato sera alla "Conca" c'era sempre il pienone: ragazzi-bene, figli di papa' con i portafogli gonfi di banconote da 50, ragazzine con le loro macchinine, tipi alternativi. Insomma, la creme della gioventu' dell'Eur e dintorni.
Nonostante la temperatura fosse di poco sopra i 15 gradi e l'umidita' rendesse bagnato il terreno, la combriccola non aveva nessuna intenzione di sloggiare. Certo, il chiasso non era paragonabile a quello tipico delle serate estive, ma la confusione era parecchia.
Lui, intanto, sorriveva ad una cinquantina di metri di distanza.

 

Leggi tutto: 3 - Come nel burro

Negli ultimi tempi a Roma, a Novembre, aveva preso a piovere parecchio. Nulla di simile agli autunni di qualche anno prima: asciutti e caldi. Todeschini guardava distrattamente fuori dalla finestra dell'ufficio, che gli regalava una stupenda vista sulla strada e sul palazzo di fronte. "Una precisione chirurgica, quasi." Todeschini tornò su questa terra, riuscendo a porre attenzione alle parole di Marelli. Lo fissò come si fa con un quadro, poi comprese. "Si, decisamente".

 

Leggi tutto: 2 - Impurità

Li stava ormai osservando da minuti. Li aveva annusati; era diventato bravo, in questo. Nascosto dai cespugli, attendeva il momento. Poi il motivo giunse.

 

"Tenente, qui c'e' l'altro bossolo." Tedeschini si avvicino' all'Appuntato, che gli indico' il punto, e non si sorprese nel riconoscere una cartuccia da fucile. Le ferite riportate dai ragazzi erano troppo estese e penetranti. "Dai, segna il punto e imbustalo", disse rivolgendosi all'Appuntato. Poi, ritorno' ai suoi pensieri.

 

Leggi tutto: 1 - L'agguato

 

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