La gente che non mette la mascherina: ucciderli sul posto o farli soffrire male?

 

20200825 mascherine

 

Roma, pomeriggio di fine Agosto.
Porto la bici al negozio vicino casa per fare tutta una serie di lavoretti che necessitano ben altra specializzazione della mia ineffabile capacità di avvitare/svitare bulloni, e chiedo lumi su di una bici adatta a chi deve salire in sella per la prima volta. Mentre il proprietario va al garage a prendere un modello da farmi vedere, mi trovo a contatto con una coppia sulla cinquantina abbondante; lei con la mascherina tutta sbrindellata, lui semplicemente calata sul mento.

In una società ormai abituata a lamentarsi ma solo dopo, senza fare nulla per cambiare le cose, mi sento in difficoltà a fare la solita mosca bianca e passare per rompicoglioni invece che per uno che usa, per quanto possibile, il buon senso. Vorrei star zitto, eppure.

"Scusi, la mascherina...", e mimo il gesto di tirarla su.
"Ah", il tipo un pò sorpreso se la porta sulla bocca.
"Anche sul naso."
E la alza.
"Grazie".

Evidentemente la mia intromissione non è gradita alla moglie, quella dalla mascherina che sembra una mutanda di cinque anni.

"Avete paura, eh?", con un tono canzonatorio.
"No, signora, guardi, ho un amico col Covid che è ricoverato in ospedale. È intorno a noi, solo che non si vede."
Il marito si allontana.
"Lei lo sa che ci sono almeno tre buone ragioni per non portare la mascherina? Intanto ci respiriamo l'anidride carbonica, che fa male al cervello, lo sa? Poi c'è una legge che proibisce di coprire il viso. E poi queste mascherine non bloccano nulla."

E qui perdo un pelino la tranquillità. La conversazione sale tangibilmente di tensione.

"Guardi signora che le mascherine non sono per evitare che io respiri il virus, ma per evitare che se io sono infetto lo mandi in giro. È una questione di rispetto verso gli altri."
"Ecco, bravo, fatevi controllare. Volete proprio la dittatura, eh? Ma lo vedrete, quando sarete tutti controllati."

E qui, due opzioni.

1: Afferro la prima bici che ho fra le mani, gliela scaravento addosso con tutta la forza sulla testa, poi una volta a terra le salto sul cranio fino a che la materia cerebrale venga completamente espulsa dal teschio, e poi la calpesto e la schiaccio come un agglomerato putrescente di scarafaggi fino a che non rimane una poltiglia informe sul pavimento.
2: Vengo a prendere la mia bici riparata venerdì.

No, è giusto, è giusto così. Finalmente ho una chiara risposta alla mia domanda di mesi fa: meglio che ci contagiamo tutti per eliminare una gran massa di coglioni, insieme purtroppo a persone che ci provano a fare le cose per bene e medici e infermieri che sono in prima linea, o sperare che tutto passi, che nessuno dei buoni si faccia male anche se questo significa che i cretini penseranno di avere ragione?

 

ESTINZIONE.

 

ban49