E' incredibile come la meta' degli occidentali stia accettando di buon grado la distruzione della nostra cultura e dei nostri valori fondamentali, senza rendersi conto di quel che questo comportera' nel prossimo futuro.

 

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Una delle grandi colpe della scuola italiana e’ quella di voler insegnare la storia come una serie di nozioni da imparare a memoria invece di presentarla come un romanzo. La storia, se presentata nel giusto modo, mostra ed ammonisce sugli errori da non ripetere; invece i piu’ la ritengono una inutile noia, un argomento pesante e da evitare. Quanto si sbagliano! E’ proprio grazie alla storia che ci si puo’ muovere in anticipo per evitare le conseguenze peggiori.

Quello che ci sta dicendo la storia in modo chiaro e forte e’ che il mondo occidentale sta collassando su se stesso esattamente come 1500 anni fa. Le cause? Esattamente le stesse: migrazioni di popolazioni meno civilizzate, divisioni politiche interne, decadimento culturale, problemi economici ed influenze religiose.

Negli ultimi anni del 400, l’Impero Romano d’Occidente era un involucro privo di contenuto. Tenuto insieme solo dalle brame dei potenti, aveva perso ogni connotato che aveva portato gloria e lustro agli Antichi Romani. Il benessere economico aveva portato la popolazione Romana ed essere debole e priva di quelle spinte che portano a mantenere una societa’ sana ed equilibrata; l’individualismo aveva preso il sopravvento, cosi’ come l’arrivo di nuovi popoli dall’est Europa aveva destabilizzato usi e costumi che erano alla base della civilta’ Romana. Le lotte di potere al vertice avevano gia’ disgregato l’unita’ politica ed evidenziato le differenze e le spinte separatiste dei molteplici popoli uniti a forza, e l’ultima spallata fu la cristianizzazione capillare della popolazione, che perse la capacita’ di reagire ad azioni violente ed ostili (al contrario di quanto accadde all’Impero d’Oriente, che uso’ la religione per compattarsi).

 

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Se notate molteplici analogie con la nostra attuale condizione, sappiate che non sbagliate affatto: siamo sull’orlo del baratro, ma solo in pochi se ne rendono conto.
Abbiamo soprattutto un problema morale e culturale; abbiamo perduto di vista i valori principali che permettono ad una societa’ di prosperare e crescere sana e forte. Pensiamo al concetto di famiglia classica, avversata per puro spirito di ribellione da una frangia di popolazione fortemente sostenuta dai media; la si sta quasi criminalizzando, esaltando al contempo un modello di vita non naturale e non sostenibile per la sopravvivenza di una societa’ o di uno Stato. Per quanto sia lecito e giusto che ognuno abbia le proprie preferenze sessuali e debba poter vivere la sua intimita’ come preferisce, non e’ concepibile equiparare le famiglie omosessuali a quelle tradizionali; le prime necessitano di un artificio per poter procreare, e quindi assicurare la sopravvivenza della societa’ e dello Stato. I bambini ottenuti in qualche modo dalle famiglie omosessuali sono poi ovviamente soggetti ad una maggior pressione sociale, mancando dei chiari riferimenti genitoriali naturali (papa’ maschio e mamma femmina), figure necessarie ad una crescita bilanciata e sana dei bambini. Non si puo’ far finta che la cosa non sia importante, che papa’ e mamma siano lo stesso di genitore 1 e genitore 2, e che i prodigi della tecnologia possano soppiantare tout-court un processo evolutivo e sociale vecchio di centinaia di migliaia di anni. Quante volte in tempi non sospetti abbiamo sentito dire “a quel bambino e’ mancato il papa’” (o la mamma) ad intendere che e’ cresciuto senza quella figura di riferimento, accumulando problemi di socializzazione o comportamentali? Non sono cose che si possono ignorare, mentre invece e’ proprio quello che una certa lobby sta cercando di fare, esclusivamente per motivi ideologici e di comodo.

 

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Al tempo stesso, si e’ perso il senso di etica che dal Rinascimento fino ai primi anni ’60 ha positivamente pervaso la societa’ occidentale. A causa della mentalita’ progressista piu’ spinta, sfociata nell’anarchia e nell’indifferenza nei confronti dell’altro, sono stati uccisi su di un altare sacrificale ideologico il concetto del rispetto delle leggi, della tutela del bene comune, della responsabilita’ personale, di comunita’. Come nel medioevo, si e’ tornati a pensare esclusivamente al proprio tornaconto, all’immediato, a come ottenere il massimo anche a discapito degli altri magari usando la parola "solidarieta'" con ipocrisia; non c’e’ alcuna programmazione, alcuna volonta’ di abbracciare quella visione collettiva che tanti benefici aveva portato nei secoli scorsi per il bene di tutti. Lo vediamo nella vita di tutti i giorni: dall’incivile che getta la sigaretta a terra, a chi fa del furto e del parassitismo il proprio stile di vita, a chi contesta ed attacca le Forze dell’Ordine semplicemente per creare disordine: i progressisti giustificano tutto ed hanno fatto in modo che la certezza della pena sia venuta meno. Gli stessi media esaltano figure negative e diseducative: dal criminale al furbetto, da chi svicola a chi bada solo al superficiale e a se stesso, sono tutte situazioni messe al centro dell’attenzione senza alcuna forma di critica, mentre gli esempi positivi sono ignorati o peggio scherniti.

Come detto sopra chi legifera e’ sempre piu’ incline a mitigare le pene, a giustificare il malvivente, a porgere l’altra guancia a chi aggredisce, in modo miope e stupido. E’ la nuova religione, il buonismo, figlia dell’esasperazione di certi concetti del Cristianesimo portati all’eccesso: si pretende che tutti siano buoni senza voler vedere la realta’ dei fatti; non tutti sono amichevoli, non tutti sono vittime della loro condizione, non tutti sono recuperabili. Non siamo tutti uguali e non possiamo esserlo, semplicemente per motivi sia di natura fisica che caratteriale e culturale; ma questo i buonisti non lo vogliono capire e, alla stregua di una setta, diffondono il loro verbo assolutista ed intollerante nei confronti di chi ha una idea diversa dalla loro.

 

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Il buonismo e’ a tutti gli effetti analogo al Cristianesmo oscurantista del medioevo: un approccio intollerante al diverso, a chi pensa in modo pratico, analitico, supportato dai fatti; e come durante il Cristianesimo degli anni bui, chi non si assoggetta viene messo all’indice, tacciato oggi di fascismo, xenofobia, omofobia, maschilismo e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Come nel piu’ negativo periodo storico per lo sviluppo culturale, oggi si attacca con violenza, urlando, strillando e picchiando o minacciando di morte chi non si allinea; la differenza e’ che oggi lo si fa per distruggere ogni forma di Stato, di identita’, di tradizione.

Gli effetti del buonismo sono gia’ chiaramente manifesti: con la menzionata strampalata idea di annichilire le tradizioni e le unicita’, si vuole imporre il modello che la cultura di origine non ha alcun impatto quando ci si trova a mischiare gruppi etnici diversi. E questa e’ una favoletta pericolosissima: da un lato perche’ si inebetisce la popolazione ricevente le masse migratiorie, dall’altro perche’ concede a chi arriva di avere terreno fertile per avanzare pretese o peggio sostituire la morente cultura locale con la propria, indirettamene imponendola con le buone, semplicemente per un suicidio mentale in corso, o forzandola con le cattive come avviene gia’ in molte perifierie delle citta’ europee.

 

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Sostituzione di popolo la chiama qualcuno, invasione altri; comunque la si voglia chiamare, il fatto che si incentivino popolazioni povere e spesso culturalmente arretrate a venire, concedendo di annichilire la nostra tradizione e la nostra cultura (e la nostra religione) e’ analogo a quanto avvenne all’interno dell’Impero Romano d’Occidente, con la differenza che all’epoca questi movimenti migratori erano spinti dalla calata degli Unni mentre qui ci troviamo davanti a un fenomeno gestito dalle lobby economiche, che mirano a sfruttare le persone che vogliono migliorare le proprie condizioni economiche per poter abbassare il costo del lavoro in Europa (la motivazione della presenza di movimenti islamici fondamentalisti come l’Isis da sola non regge il confronto). Ed ecco ancora una analogia: il crollo demografico derivato dal calo delle nascite (ricorrente evento nelle societa’ benestanti) e il conseguente impatto economico sulle infrastrutture statali, provate dal dover affrontare le necessita’ ed i disagi causati da un cosi’ alto numero di immigrati.

 

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Come poi non citare le divisioni politiche, comuni all’epoca come oggi, dove l’interesse non era e non e’ piu’ nella res publica ma nell’interesse particolare, nel vantaggio del politico e del potente a totale discapito della popolazione? Le scelte ad alto livello venivano e vengono fatte il piu’ delle volte in totale disallineamento con le necessita’ del popolo, con un distacco dalla realta’ tale che stupisce ed inorridisce. Sulla pelle dei cittadini viene compiuto qualsiasi atto; e che sia criminoso, miope o dettato dall’avidita’ poco importa: mentre la gente rimane a guardare, un triste e decadente destino si compie sui piu’.

Caos, entropia, egoismo: sono questi i mali dell’uomo di oggi, e sono gli stessi di 1500 anni fa. Tumori devastanti che hanno inibito gli Antichi Romani dal salvaguardare il loro stile di vita e che oggi stanno uccidendo la societa’ e la cultura europea; tumori ai quali non ci stiamo opponendo, abituati come siamo a chinare la testa; borbottare e lagnarsi forse, ma senza compiere azioni concrete.

 

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Il futuro e’ nelle nostre mani, ma serve FARE per poter cambiare le cose, serve schierarsi in prima persona per salvaguardare noi stessi e la nostra tradizione. Sta a noi prendere coraggio ed agire; siamo bloccati dalla paura di prendere l’iniziativa, e questo timore e’ figlio della stigmatizzazione imposta dai salotti buoni e dai tanti che seguono pedissequamente la loro dottrina, pronti a marchiare pubblicamente con l’infamia quanti non sono allineati al pensiero unico.

La realta e’ che svegliarsi e’ molto piu’ semplice di quanto sembri: basta scegliere di accendere il cervello e collegare fra loro le evidenze che sono di fronte ai nostri occhi. Basta decidere di prendere la pillola giusta.

 

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