Spesso, spessissimo le mie previsioni si tramutano in realta'. La sequenza di eventi che si stanno verificando con il Coronavirus l'avevo prevista e temo, fortemente, che avro' ancora ragione nel prossimo futuro.

 

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Ci sono molte cose che per ragioni di tempo non ho scritto sulla Tana. Ipotesi, o meglio previsioni che si stanno pian piano puntualmente avverando. E siccome no, non sono assolutamente tranquillo per le settimane a venire, e' meglio tirare fuori tutto.

Oggi tutti sembrano cadere dalle nuvole, ma i segnali erano chiari e si potevano leggere da tempo. Una volta uscito dalla Cina, il virus sarebbe stato inarrestabile per i motivi che potrete intuire continuando a leggere, e chiunque fosse seduto nella stanza dei bottoni doveva capirlo come l'ho capito io, umile persona che si tiene informata a 360 gradi.

Un virus dalle altissime capacita' di contagio non lo fermi con le parole, con i buoni propositi, e tutte le misure che stiamo vedendo in atto (e ancora non le abbiamo viste tutte) sono state tutte prese in ritardo. La Cina ci ha messo settimane (mesi?) ad informare il mondo, quando ormai era troppo tardi; i giornalisti che diffondevano in rete la realta' dei fatti, e che hanno costretto il governo cinese ad ammettere la gravita' della situazione sono stati fatti sparire nel nulla, come da regola dei peggiori regimi totalitari.

 

 

In Italia sono stati compiuti due errori gravissimi, figli entrambi delle ideologie che non nascondo ho sempre trovato stupide e dannose, e che questa volta hanno contribuito fortemente a fare un danno enorme ed immediatamente visibile.

Innanzitutto si e' cercato di impedire la chiusura degli arrivi dalla Cina e di osteggiare i controlli, in nome di quell'antirazzismo che in Italia giustifica qualsiasi idiozia. Che poi il virus sia arrivato probabilmente dalla Germania poco conta; il punto e' che si e' sacrificata la sicurezza nazionale in nome delle solite stronzate che i salotti-bene devono per forza imporre come modello culturale.

 

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Poi si sono prese misure deboli, inefficaci e interpretabili. Da un lato i governatori del nord Italia a chiedere azioni drastiche, dall'altro un governo molle, che tentenna, e che di giorno in giorno stringe il cordone quando ormai i buoi sono scappati. La cosa assurda e' che i decreti sono tutti interpretabili, con norme che si contraddicono o che sono tutt'altro che chiare. Solo questa notte si e' arrivati a chiudere l'Italia, e solo parzialmente, come doveva essere fatto giorni fa. Ed invece si e' andato avanti un passo per volta, perdendo giorni fondamentali per arginare il contagio. Il governo "suggerisce" di stare in casa ma se esci devi avere delle motivazioni valide, altrimenti c'e' l'arresto. Una ipocrisia clamorosa: le cose o si fanno o non si fanno, cosi' funziona uno Stato degno di tal nome. qui invece siamo in mano ad una banda di pagliacci che non sono in grado di prendere decisioni dure e tempestive.
Per non menzionare la mancanza di palle del Presidente del Consiglio che interpellato sulle rivolte carcerarie non ha niente di piu' duro da dire del "sono cose inaccettabili".

 

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I giornalisti, anche quelli che stimo di piu', invece di fare il loro lavoro hanno pensato a fare del sensazionalismo o a tutelare mercati ed economia, quando la realta' era ben chiara fin da subito e se bisognava far qualcosa era stringere le maglie col supporto economico dello Stato nei confronti del comparto delle PMI (piccole-medie imprese). Il paese dal punto di vista produttivo e' in ginocchio, e non ci saranno buone notizie per ancora molto, troppo tempo. Occorre stanziare fondi che intervengano direttamente sulle famiglie colpite dalla crisi, mettendo soldi in tasca per comprare beni di prima necessita' e per permettere alle aziende di non fallire, invece che semplicemente effettuare sgravi fiscali come ipotizzato; se si lascia morire adesso le aziende, quando l'emergenza sara' passata non ci sara' nessuno a far ripartire l'economia e a dar lavoro alla gente.

 

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Poi c'e' l'ondata di idioti con cui abbiamo la sfortuna di condividere la penisola, quelli che scappano dalle zone rosse e contagiano il resto del paese, o che se ne vanno in vacanza in montagna nel mezzo dell'epidemia, o che ripetono a pappagallo che si tratta di una semplice influenza e che c'e' troppo allarmismo, o che irridono chi si premunisce in vista di tempi difficili. Quelli che si lamentano perche' gli altri stati chiudono i confini o ci mettono in quarantena: lo volete capire o no che in questo momento siamo oggettivamente degli appestati??? No, evidentemente no, se i nostri politici se ne vanno a Milano a fare le apericene e a far vedere quanto sono belli e bravi e che non c'e' pericolo e poi fanno le videoconferenze da casa perche' si sono contagiati e hanno contagiato quelli intorno a loro.

 

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C'e' l'Unione Europea che non esiste, che non prende decisioni comuni e che anzi se puo' affossa uno dei suoi Stati membri piu' importanti, deridendo l'Italia e non aiutandola nel momento di difficolta'; che se ne approfitta e utilizza qualsiasi metodo per svilire i prodotti italiani e favorire le proprie economie. E che dimostra una volta di piu' di essere una istituzione vuota che piace solo agli stessi dell'ideologia citata piu' sopra.

Era tutto la', palese, chiaro, evidente. Ma essere cicale non va di moda da decenni.

 

 

Ah, prima di lasciarvi: siamo appena agli inizi. Il contagio si diffondera'  profondamente in Italia come nel resto del mondo: in Europa, negli Stati Uniti ed in Asia si riuscira' a gestire, in qualche modo, le catene produttive ed i servizi di sussistenza che andranno comunque in difficolta'. Per Sud America e Medio Oriente le cose saranno piu' dure a livello locale, ma ancora gestibili. Il vero disastro lo avremo in Africa, continente in cui i presidi sanitari sono inesistenti.
Se in Italia la percentuale di ospedalizzati e' il 60% del totale e permette di tenere la mortalita' intorno al 5-6%, almeno fino alla saturazione degli ospedali (e guardate che ci siamo, percui aspettatevi che la mortalita' salga e di tanto), in altre zone del mondo arriveremo a numeri spaventosi. E questo semplicemente per il Covid-19; ma anche chi avra' bisogno di altri tipi di terapie trovera' le strutture sanitarie collassate, con tutto quel che ne consegue.

 

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Non necessariamente la cosa finira' con i caldi; intanto perche' e' un virus "artificiale", costruito presso il laboratorio specializzato di Wuhan, e che nessuno sa se veramente verra' reso inattivo con il raggiungimento dei 26 gradi ambientali. E poi perche' non si riuscira' a debellare il contagio ovunque nello stesso momento e continueremo ad avere contagi "di ritorno" fino a quando un vaccino non verra' messo a disposizione delle masse.

Stime di tempi? Ricomincieremo ad uscire di casa forse fra due mesi, se non di piu', ed il vaccino lo vedremo per bene che vada fra Settembre 2020 e Agosto 2021.
Nel frattempo, tenetevi stretti i vostri cari.

Buon divertimento.

 

ban49