Cambiano i ruoli, ma non cambiano gli interpreti, forse questo è un bene? O forse è una minestra riscaldata?

 

 

Con il finale della precedente stagione (Agents of Shield - Quinta stagione), le gerarchie del gruppo erano destinate inevitabilmente a cambiare. Mi aspettavo una bella ventata d’aria fresca, un’impostazione diversa data dal nuovo Direttore; invece sono rimasto basito dalla fredda e distaccata interpretazione che Al "Mack" MacKenzie ha dato al ruolo di Direttore. Mentre sulla terra si presenta una nuova minaccia non ben identificata, Daisy e Jemma se ne vanno nello spazio all’inseguimento di un disperso Fitz che dovrebbe essere ancora ibernato nella sua bella capsula criogenica; o per lo meno è quel che tutti credono. La cosa che noto subito è la mancanza delle risate che prima il duo di scienziati Fitz-Simmons riuscivano a creare; poco riesce a sopperire il solo Deke, impacciato nipote proveniente dal futuro del duo sopraccitato.

Anche se non in modo brillante, tutti sembrano essersi riadattati all’assenza di Phil Coulson. Non vedere più Clark Gregg, nei panni del Direttore dello Shield, poteva essere più difficile da digerire, ma risulta più forte la curiosità di vedere come se la cavano i superstiti senza di lui. Io mi sono illuso di assistere a qualcosa di nuovo, ma pare invece che non sia così facile mettere all’angolo Clark Gregg; mi chiedo che diavolo di contratto abbiano stipulato con lui, visto che, di riffa o di raffa, risulta il protagonista indiscusso anche di questa stagione e, per non farci mancare niente, lo sarà anche della settima e ultima.

 

 

La trama di questa sesta stagione è destinata a ricondurre tutti a casa; una buon’idea, perché è stato lasciato molto in sospeso. Purtroppo, la realizzazione di quest’idea è decisamente scarsa. Un po’ di lungaggine in alcune trame e la carenza di contenuti in altre, da la netta sensazione di assistere ad almeno due storie, con tempistiche differenti, pressate nello stesso lasso di tempo. Questa scelta fa sembrare la missione di ricerca nello spazio ridicolmente veloce, con distanze, che dovrebbero essere siderali, ridotte ad un giretto in macchina dell’isolato. Mentre le poche giornate che si susseguono sulla terra, dovrebbero coprire l’intero tempo dei viaggi interstellari. Provando ad analizzare la storia che coinvolge Mack e lo Shield di stanza sulla terra, ci si rende subito conto che è stata studiata per perdere tempo e riempire gli episodi fino all’arrivo del resto della combriccola dallo spazio.

Per fortuna che le puntate di questa stagione sono solo 13, perché riuscire a realizzarne 22 come nelle precedenti stagioni, sarebbe stato decisamente faticoso, visti gli scarsi contenuti messi in gioco. La storia si anima solo da metà stagione, ma non vi pensate di saltare sulla sedia ed esultare, la banalità di quello che ci viene proposto, è abbastanza evidente. Il cattivo di turno sembra interessante, ma ci vuole poco a capire che è tanto fumo e niente arrosto.

 

 

Ormai è evidente che la conclusione della serie ha svuotato di contenuti quest'ultima stagione; spero vivamente che recuperino per darci una stagione finale scoppiettante. Detto questo, come sempre accade quando le cose non vanno nel verso giusto, gli sceneggiatori scelgono di tornare a come si era prima di aver smarrito la via; avanti con il vecchio schema, si riavvolga il tempo e ripartiamo da capo. In questo caso, ripartire da capo mi sembra anche riduttivo, meglio forse dire che hanno deciso di ripartire da ben prima che tutto iniziasse.

 

Agents of Shield – Stagione 6, 2019
Voto: 5

 

ban49