La seconda stagione di The Gifted non ha sfruttato le potenzialità latenti della prima stagione; mutanti miei, sbrigatevi a tornare da Mamma Marvel!

 

La prima stagione di The Gifted finiva con molte potenzialità ancora aperte, tanto ancora da svelare, tanto da raccontare e molta azione da vedere. La seconda stagione comincia con il freno a mano tirato; non ci sono passi in avanti significativi, a parte l’evidente cambio di colore e pettinatura di un paio di personaggi il resto è rimasto tutto invariato. I cattivi Mutanti della Cerchia Interna che pianificano, i Sentinel Services che provano a mantenere l’ordine, i Purificatori che danno la caccia ai mutanti e la Rete clandestina che prova a proteggerli, anche se ha cominciato a dare seri segni di cedimento.

I Mutanti della Cerchia Interna provano a combinare qualcosa in più degli altri, con il risultato di fare solo danni, caos e grossi furti; non si riesce mai a capire quali siano i veri obiettivi di Reeva Payge, la leader del gruppo mutante che è riuscita a portare dalla sua due dei protagonisti positivi della scorsa stagione: Andy Strucker, il piccolo mutante che può distruggere le cose a distanza, e Lorna Dane, alias Polaris, figlia di Magneto e signora del Magnetismo. A ben pensarci, i Mutanti della Cerchia Interna sono i veri protagonisti di questa seconda stagione, sono loro che conducono tutte le trame e portano a casa i migliori risultati.
John Proudstar, alias Thunderbird, a capo del distaccamento di Atlanta della Rete dei mutanti e figura di riferimento del gruppo di protagonisti della precedente stagione, appare più confuso e vulnerabile che mai; la sua voglia di fare qualcosa in nome degli X-Men, di combattere una guerra contro la Cerchia Interna, lo rende il facile bersaglio di una serie incessante d’errori e di sconfitte. Il resto del gruppo di Atlanta non se la cava poi meglio; la famiglia Strucker è monca a causa del figlio in fuga e Marcos Diaz, alias Eclipse, senza la sua Lorna non è di grande aiuto né di gran supporto. L’unico personaggio con un pelo di sale in zucca e che ha un minimo d’effervescenza è Clarice Fong, alias Blink, che prova in tutti i modi a portare avanti la complicata missione di mettere al sicuro i mutanti in fuga dalle autorità, anche se non sempre ci riesce.

 

 

Durante la stagione sono usati flashback che conducono alcuni dei protagonisti in mini avventure, molto spesso fini a se stesse e poco efficaci ai fini di una trama fluida e godibile. Speravo di assistere a qualche bel combattimento fatto bene oppure allo sviluppo delle trame legate agli Strucker, cosa poco realistica poiché i fratelli sono separati; purtroppo, mi sono ritrovato interi episodi d’immobilismo e fiacca che ti lasciavano davvero solo un paio di briciole di trama interessante.

Francamente sono rimasto davvero deluso della gestione di questa stagione, si poteva fare molto ma molto meglio; ormai è tardi per recriminare sul latte versato, la Fox ha annunciato la cancellazione della serie; principalmente dipende dal fatto che l’acquisizione di 21st Century Fox da parte di Disney ha segnato il reintegro ufficiale di X-Men e Fantastici Quattro all’interno del Marvel Cinematic Universe, andando così a cancellare le iterazioni televisive in essere. Con la cancellazione di The Gifted è stata annunciata anche la cancellazione di Legion, altra serie incentrata sui mutanti, cancellazione che avverrà dopo la messa in onda della terza stagione; in pratica tutti i diritti sui personaggi Marvel sono tornati a casa Marvel, passando per la Disney. L’unico rammarico che mi porto dietro è la curiosità di sapere cosa ci riservava la terza stagione di The Gifted; potrebbe sembrarvi assurdo, ma sono quasi convinto che il finale della seconda stagione avrebbe portato i protagonisti di questa serie direttamente sul campo di una vera e propria guerra.

 

The Gifted - Stagione 2. 2018/19
Voto: 4

 

ban49