Arcadia è al centro di una lotta epocale tra bene e male, le antiche forze connesse al Cacciatore di Troll si stanno per scontrare con i Troll oscuri, è quindi ovvio e scontato che 3 in mezzo a noi racconti di Alieni ... o no?

 

Per tutti coloro che si avvicinano alla visione di quest’opera, vi consiglio di iniziare con la serie Trollhunters, in ordine Prima, Seconda e Terza stagione, e solo in ultima battuta 3 in mezzo a noi. Con questi doverosi chiarimenti, capirete bene perché è così assurdo pensare agli Alieni ad Arcadia, visto che le serie precedenti hanno descritto le epiche gesta della millenaria lotta tra bene e male, tra Troll e Cacciatori di Troll.

3 in mezzo a noi inizia su un pianeta tecnologicamente avanzato in mezzo a qualche lontana galassia; ero pronto a qualcosa di diverso dopo Trollhunters, ma andare addirittura nello spazio mi è parso subito un tantino azzardato. La storia si sviluppa e ben presto i protagonisti arrivano ad Arcadia, vero centro di tutto il lavoro di Gulliermo del Toro. Aja, Krel e Vex sono alieni in terra aliena, camuffarsi per loro diventa la prima necessità, ed è proprio nella scelta del camuffamento che, i più attenti di voi, noteranno subito vecchie conoscenze. Va da se che le avventure dei nostri tre alieni si svolgono contemporaneamente alla seconda e terza stagione di Trollhunters, dando origine ad alcuni episodi che narrano le stesse vicende già narrate nelle serie precedenti, ma raccontati dal punto di vista dei nostri nuovi protagonisti. Gulliermo del Toro, aveva già sperimentato questo sistema con due puntate della seconda stagione di Trollhunters che narrano gli stessi eventi ma vissuti da due personaggi differenti, lontani tra loro e con la loro visione del mondo data dalle differenti conoscenze.

Allontaniamoci un attimo dai confronti e dai collegamenti con Trollhunters, anche se è difficile farlo visto che le due opere viaggiano a braccetto, possiamo notare come la serie 3 in mezzo a noi ha un suo stile ed un suo carattere ben marcato. Le tematiche dell’integrazione e dell’accoglienza sono esaminate con una leggerezza ed un’ilarità spiccata, visto che l’occhio che osserva e descrive le nostre bizzarre usanze è quello di un trio di alieni. Le incomprensioni sono all’ordine del giorno, le usanze e la cultura s’incontrano e si scontrano senza essere comprese pienamente; tutto però è giustificato dal fatto che i tre protagonisti, sono stranieri in terra straniera.

 

 

Devo ammettere che è stato complicato provare ad esaminare solo le vicende di 3 in mezzo a noi; il constante intrecciarsi di luoghi, avvenimenti e persone, mi riconduceva costantemente verso Trollhunters, ma alla fine credo di essermi fatto una buon’idea su come questa serie è fatta. L’incongruenza e l’incomprensione la fanno da padrone, su questo non ci piove, ma c’è una storia ben delineata che conduce i nostri protagonisti per tutta la stagione. L’obiettivo è chiaro, il nemico è pericoloso, gli avversari cambiano costantemente, questo genera tanta azione e rapidità di svolgimento; è decisamente una serie frizzante e allegra, anche se non mancano momenti più seri o tristi.

Il finale di stagione riserva un importante colpo di scena e lascia aperte tutte le trame, comprese quelle legate a Trollhunters, anche se da qui in poi 3 in mezzo a noi si muoverà con le proprie gambe in un futuro che a noi non è stato ancora descritto. Non si sa ancora nulla di una possibile seconda stagione, ma sembrerebbe scontata, visto il finale della prima. Intanto, in autunno, Netflix lancerà Wizards, che andrà a completare il trittico progettato da Gulliermo del Toro.

 

3 in mezzo a noi: I racconti di Arcadia, 2018
Voto: 7

 

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