La Casa di Carta era iniziata con un piglio scoppiettante e divertente, ma purtroppo si è evoluta in una sequenza di incredibili casualità poco realistiche e tanto forzate.

 

 

La prima serie (La Casa di Carta - Stagione 1) è stata divertente, ma anche abbastanza ancorata alla realtà; pochi trucchi messi bene, un paio d’imprevisti e tutto è filato liscio quasi fino alla fine. La seconda stagione si riempie di scelte e accadimenti poco realistici, storie d’amore improbabili, incidenti provvidenziali e casualità che sfiorano l’assurdo; credo che il successo e i soldi di Netflix, abbiano fatto male agli sceneggiatori che hanno decisamente esagerato, per poi cascare nel ridicolo con scelte discutibili.

Mi chiedo perché cambiare così tanto una storia che sembrava andare liscia in una direzione ben precisa. Capisco perfettamente che la trama ha bisogno di qualche bello scossone per mantenere alta la concentrazione dello spettatore, ma non capisco perché si debba esagerare in un modo a dir poco assurdo. La storia d’amore tra due compagni di rapina è accettabile, come lo è la possibile storia d’amore tra un rapinatore e un ostaggio, ma mi sono totalmente cadute le braccia per gli eventi che sono stati descritti al di fuori della Zecca.

L’intera seconda stagione è incentrata sulle vicende del Professore, colui che tira le redini della rapina dall’esterno della Zecca; quello che mi ha lasciato basito sono le scelte e le conseguenti disavventure che sembrano totalmente agli antipodi con quelle che sono le direttive imposte a tutti i suoi compagni all’interno della Zecca. Il suo agire è stato, per larghi tratti, del tutto dettato dalla casualità e dalla necessità di non essere beccato; la cosa che non riesco a concepire è come sia stato possibile scegliere deliberatamente di rischiare in modo spudorato le sorti di tutta l’operazione per un guadagno irrisorio d’informazioni. Se togliamo le informazioni che la polizia poteva ottenere dall’unico errore iniziale messo in risalto durante la prima stagione, il colpo alla Zecca sarebbe andato liscio come l’olio anche senza tutta la parte montata ad arte che ha coinvolto il Professore. Riflettendoci, il colpo sarebbe andato a buon fine anche solo utilizzando la metà delle variabili messe in gioco, bastava fare pressione sulle situazioni note e non andare a creare pericolosi intrighi a doppio taglio.

 

 

Ringraziando il cielo, le parti della trama che racconta le vicende in atto nella Zecca ed i lunghi flashback che raccontano la preparazione al colpo, sono state salvaguardati dalla follia che dilaga per le strade della Spagna. Sono stati descritti, davvero bene, tutti i particolari legati al nervosismo, alla stanchezza, alla paura e alla fatica di una rapina che è durata svariati giorni e che ha provato psicologicamente sia i rapinatori sia gli ostaggi. I crolli psicologici, le azioni istintive causate dal nervosismo, i pianti emotivi e le pratiche sessuali raccontate per descrivere i possibili scenari che possono capitare in una rapina di quella portata mi sono piaciuti molto; sono sempre più reali del fantastico mondo che gira intorno al Professore.

Nel momento in cui tutto comincia a precipitare, il tempo stringe, l’operazione per fuggire con il malloppo si fa pressante e le forze dell’ordine sono pronte ad agire con la forza, la serie comincia a prendere connotati di un film d’azione di quelli frenetici; si accavallano momenti d’euforia ad attimi di puro panico, non c’è quasi il tempo per piangere sulle sciagure o gioire per i momentanei successi, che cominciano a volare proiettili ovunque. Mi soffermerei un attimo sui proiettili che volano ovunque per esprimere un parere sincero: che diavolo di mira hanno gli spagnoli? Ma soprattutto: che diavolo di mira hanno i cecchini spagnoli? Detto questo, mi sono quasi gasato nell’assistere ad alcune scene movimentate, girate abbastanza bene, anche se in alcuni momenti c’è un filo d’esagerazione nelle abilità dei protagonisti, ovvero i rapinatori.

Il finale è divertente, abbastanza surreale da strappare diversi sorrisi; sono rimasti alcuni punti in sospeso, alcune trame non si sono concluse, ma spesso è bello lasciare all’immaginazione dello spettatore la conclusione d’alcune trame: in questo caso non credo verremo accontentati, è stata già annunciata l’uscita della terza stagione. La cosa che mi preoccupa di più è il fatto che le trame lasciate scoperte non sono particolarmente complicate, volendo semplificare si possono riassumere in uno o due episodi, ma la stagione ne comprenderà quasi sicuramente una dozzina... mi preoccupa parecchio che la frittata si allunghi in modo da rovinare una serie che ha comunque dimostrato qualcosa di buono.

 

La casa di carta (Stagione 2, 2018)
Voto: 6

 

ban49