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Tanto Per Ridere: I Meme | 31 Mag 2020 | MarcoF
I meme del momento - Tutti al Mare-Covid

Si sente aria di fine Pandemia ... che sia vero o no, l'estate si avvicina a grandi falcate e quindi andiamo a vedere come i produttori di Meme e Vignette ci immaginano questa estate.

 

La prima stagione di Black Mirror è stata un pugno in faccia, provocatoria e stupefacente; la seconda stagione è una stilettata nelle viscere, come se una feroce e determinata anima vendicativa percorresse la serie.

 

 

Black Mirror è una serie inglese, ogni episodio è autoconclusivo e separato dagl'altri, così ho deciso di recensirli singolarmente e dare poi un voto complessivo alla stagione. Questa seconda stagione ha quattro episodi, uno in più della precedente, anche se il quarto episodio è quasi da considerarsi uno speciale, essendo uscito a distanza di un anno dai tre episodi ufficiali.

Il primo episodio di questa seconda stagione, mantiene un ritmo ormai familiare, lento e accogliente. Viene descritta a sommi capi la situazione e la vita che conduce la protagonista prima dell'evento che cambia le cose. In quest'episodio abbiamo a che fare con uno strumento tecnologico usato al fine di colmare una mancanza; l'idea che è alla base, risulta inquietante e disorientante. Il fatto che l'applicazione di questa tecnologia, nelle prime battute dopo il punto di svolta, risulti non così tanto distante dalle capacità attuali della realtà in cui viviamo, coinvolge velocemente lo spettatore, ma lo mantiene anche in uno stato di leggero disorientamento. Il gioco di presenza e assenza, sapientemente giostrato grazie al trucco della tecnologia, mantiene un'atmosfera surreale e anomala che non permette allo spettatore di sganciarsi da una sensazione d'inquietudine che rimane anche nel momento in cui la tecnologia distanzia la storia dalla nostra realtà. Il lento incedere delle scene, l'ambiente quasi vuoto, molto bianco o totalmente immerso nella natura, fa sì che qualsiasi altra presenza umana al di fuori di quella della protagonista, sia vista quasi com'estranea, lontana anni luce dalla vita artefatta che viene descritta nell'episodio. Il finale è semplice, una giusta conclusione per questa parabola emozionale; questa storia non mi ha convinto del tutto, manca di un qualcosa che tuttora non riesco a capire, ma di certo è riuscita a farmi ragionare sul tema della mancanza. VOTO 6

 

 

Il secondo episodio è totalmente paranoico, agghiacciante e macabro. Questa volta è l'idea a prevalere sulla tecnologia, che è un mero supporto alla storia. Cambiano le carte in tavola anche in cabina di regia, solo le sequenze iniziali sono morbide, poi si viaggia veloci, la frenesia e la disperazione della protagonista, la fanno da padroni. Tanti sono i momenti in cui, la storia, riserva sorprese più o meno efficaci, ma tutto diventa futile quando viene svelata la vera essenza dell'episodio. L'ambientazione è un sobborgo inglese, la tecnologia sembra adeguata ai nostri giorni, e tutto gira intorno ad una rocambolesca fuga; una buona scusa, un buon copione che nasconde dietro tutt'altro. Come un dito accusatore, la svolta dell'episodio arriva, lacerando il velo della finzione artistica e rivelando la più macabra delle abitudini del nostro presente, l'insensibilità.
L'uso abbondante di figure che fanno solo da comparse passive, distoglie e disorienta profondamente aumentando l'empatia nei confronti del protagonista, che poi sarà la chiave per le forti sensazioni nel momento di svolta dell'episodio.
L'idea è tremendamente brutale, la realizzazione è feroce e spietata, ma il concetto non c'è nuovo, osservare la sofferenza altrui e godere nell'essere partecipe sono principi diffusi e conosciuti. Lo sconcertante finale che rivive l'episodio con altri occhi, è meravigliosamente diabolico. VOTO 7

 

 

Il terzo episodio si cimenta in un campo decisamente pericoloso, la politica, e lo fa con un simpatico espediente, un Orsetto Blu. Cause ed effetti scatenanti di quest'idea bislacca, sono quasi casuali, ma nella sua evoluzione ho visto la terribile realtà dei nostri giorni. Simpatiche gag, un po' scurrili e molto provocatorie, sono alla base della parte comica che terrà banco e trascinerà le masse; di contro la parte seria e politicamente impegnata avrà vita dura nel confronto con il virtuale animaletto animato. Con il crescere della storia, le cose prenderanno pieghe inaspettate, e da una semplice trovata comica si passerà ad un gigantesco impatto a livello sociale. Il finale è drastico, mi ricorda le spietate meccaniche del mondo degli affari più che quelle ideologiche del mondo della politica. Un episodio su cui riflettere e molto. VOTO 6,5

 

 

Questo quarto ed ultimo episodio, è più lungo degli altri, intreccia più di una storia utilizzando uno spunto tecnologico che abbiamo visto nell'ultimo episodio della scorsa stagione. L'idea a base della trama e la tecnologia viaggiano unite da un unico intento, entrambe giocano un ruolo di prim'ordine per la perfetta realizzazione dell'episodio. Inizialmente gli eventi si svolgono in un unico ambiente, la giustificazione iniziale sembra debole, ma viene subito sostituita dagli eventi narrativi che seguono. Un ritmo costante e buona suspance portano l'attenzione dello spettatore a concentrarsi sul primo racconto e sulla prima sequenza d'accadimenti. Proprio durante la prima storia vengono fornite tutte le informazioni necessarie per comprendere il secondo spunto tecnologico che garantisce la riuscita di tutto l'episodio. Onestamente a metà del racconto avevo intuito dove si voleva portare la storia, ma l'interessante è arrivato dopo, il perché di tutto è diventato reale e agghiacciante solo durante la seconda parte, durante la seconda storia che viene narrata. Il finale dell'episodio è tagliato con l'accetta ed è proprio questo il bello, nessuna falsa speranza né promesse lasciate per regalare un appiglio; un finale duro per un episodio complesso e cattivo. VOTO 7,5

Questa stagione è realizzata con più cura della precedente, ha uno stile più feroce come una sorta d'anima vendicativa e implacabile che fa scontare gli errori commessi nelle storie, in modo netto e marcato, senza via di fuga e senza possibilità d'appello. Nel complesso la seconda stagione è migliore della prima, anche se perde leggermente quella vena provocatoria che la prima stagione metteva tanto bene in evidenza.

 

Black Mirror - seconda stagione, 2013
Voto: 7,5

ban49

 

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