L’inizio degli anni novanta ha visto una certa apertura dei gruppi metal classici verso sonorità meno intransigenti e più “orecchiabili”.

 

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I Metallica, con il loro disco omonimo (il Black Album), hanno sancito l’abbandono degli stilemi thrash più tecnici e complessi di cui ...And Justice For All era un ottimo esempio e sono passati ad un metal più moderato ma comunque caratterizzato da episodi di alto livello (My Friend Of Misery, The God That Failed...). Questa tendenza ha poi portato al crollo definitivo del gruppo di Ulrich & Hetfield e purtroppo anche i Megadeth, alla lunga, non hanno resistito alla tentazione di “ampliare la base”. Fortunatamente, se di fortuna si può parlare, Mustaine e compagni (scusa Dave se uso questa parola!) hanno retto un album in più! Countdown To Extinction (1992) è classificabile come un Black Album un po’più duro e qualitativamente superiore, specie al livello tecnico. Certo, niente di paragonabile all’exploit di Rust In Peace, ma non sarebbe stato facile per nessuno ripetere certe prodezze.

 

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Sin dalla bella opener Skin O’ My Teeth, ci si accorge che i Megadeth hanno optato per pezzi più semplici e orecchiabili, leggermente meno potenti rispetto a quelli contenuti nel disco precedente. I fan più intransigenti storcono il naso, ma non si può negare che Countdown... resti un gran bel disco. La splendida Symphony Of Destruction è uno dei mid-tempos più belli che io abbia mai sentito, in cui Mustaine digrigna astiose strofe di denuncia e Architecture Of Aggression possiede un riff devastante come l’esplosione che si sente al suo inizio. Tra gli altri episodi degni di nota, c’è la “malata” Sweating Bullets, ossessiva e cattivissima; una discreta Foreclosure Of A Dream, che rappresenta il momento in assoluto meno pesante finora proposto dai Megadeth e la title track, pregna di accattivanti melodie sia nelle linee vocali che nei motivi chitarristici. Tra qualche altro pezzo più anonimo e meno convincente si giunge alla fine, con la poderosa Ashes In Your Mouth che chiude in bellezza. Tecnicamente parlando, ovviamente, Countdown... non presenta le peripezie strumentistiche di Rust In Peace e le composizioni sono tutte più lineari, cosa che non rende giustizia alle reali capacità dei musicisti coinvolti. Scelte...
Ebbene, anche il duro Mustaine inizia a farsi tentare dalla sirena del successo commerciale, ma per ora gli effetti sono leggerissimi e non bastano a scalfire la qualità di un ottimo disco come questo. Il peggio dovrà venire...

 

Swaying to the Symphony...
Of Destruction.

 

Megadeth - Countdown To Extinction, 1992
Voto: 7,5

 

ban49