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Hajime no Ippo

di MarcoF
Creato: 18 Settembre 2018

Un fumetto è di solito considerato una lettura leggera, spensierata; Hajime no Ippo ti trascinerà in un mondo di privazioni e fatiche, lavoro duro e sudore, che ti faranno scoprire il mondo della boxe.

 

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Nella mia vita ho letto e leggo tuttora tanti fumetti, dai Manga giapponesi alle serie interminabili dei Supereroi americani, dai vecchi fumetti d'autore alla nuova e vivace generazione italiana di fumettisti; mi rendo conto che, anche se continuo a seguire delle serie, con affetto, che hanno dato il loro meglio, ben pochi lavori si possono fregiare di aver conquistato il mio profondo interesse come ha fatto Hajime no Ippo.

La trama di questo fumetto è molto semplice, quasi banale: è la storia di un ragazzo giapponese di nome Ippo, con alle spalle una triste storia famigliare, che lo ha costretto a dover lavorare nell'azienda ittica di famiglia sin da giovanissimo.
I ragazzi della sua età, come spesso accade anche nel nostro presente, notando una diversità nei modi e negli atteggiamenti di Ippo, lo hanno trasformato nel bersaglio preferito dei loro scherzi e dei loro atti di bullismo.
Durante l'ennesimo sopruso, Ippo prova a reagire riuscendo solo ad incattivire i bulli; in quel preciso momento, un pugile professionista, che stava facendo i suoi allenamenti quotidiani, si accorge della situazione e si schiera in difesa del ragazzo.
Proprio quell'incontro con il pugile Mamoru Takamura cambia la vita di Ippo, dando il via alla trasformazione di un timido ragazzo coscienzioso in un futuro astro nascente del pugilato nipponico.

Cosa rende speciale Hajime no Ippo? Perché mi sento di consigliare questo Manga più di un One Pice o un Naruto o un Dragonball che sono molto più famosi e conosciuti?
La risposta è complicata e credo sia giusto analizzarla con una certa profondità.

 

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In primis, Hajime no Ippo è un Manga che vanta la vertiginosa stesura di ben oltre 1100 capitoli, è un prodotto molto longevo che nasce addirittura nel 1989; le sue vicende hanno accompagnato i lettori per quasi 30 anni, segno distintivo di qualità, visto che, eccetto rare eccezioni, il ciclo di vita medio di un Manga si attesta su qualche anno di pubblicazioni.
Come ho detto prima, la storia non è particolarmente complessa, racconta la vita di Ippo e del suo pugilato; non ci sono mostri, tecniche ninja, alieni, esplosioni o robottoni, nulla di incredibile o di impensabile, quindi come è possibile che sia ancora attivo dopo quasi 30 anni? Forse proprio grazie alla semplicità della sua storia, lineare ma mai banale, fluida ma mai melensa, scherzosa, divertente e fresca, ma anche impegnata e sofferta. Credo che si possa constatare che il maggior pregio di questo lavoro siano le trame coinvolgenti, che ti fanno vivere una serie di sfaccettature emozionali molto simili alla realtà.
In questo lavoro non mancano certo i momenti comici quasi beceri. Ci si può trovare a leggere di parentesi molto lunghe in cui si evidenzia come il pensiero della boxe entri sempre nella vita quotidiana di tutti gli appassionati. Poi arrivano i sudati allenamenti e gli spettacolari e coinvolgenti combattimenti che creano quella una certa dipendenza che piace tanto al lettore.

Come secondo punto di forza di questo fumetto, evidenzierei la varietà di personaggi cui ti affezioni; non per forza debbono essere amici fraterni del protagonista, o compagni di scazzottate in palestra: spesso sono proprio i rivali di Ippo a diventare interessanti personaggi da seguire. Le loro storie, le loro carriere e i loro incontri sono riportati sapientemente nella trama della storia, facendoci addirittura tifare per loro come fa Ippo, che, da ragazzo semplice e dal cuore d'oro, parteggia sempre anche per chi lo ha sbattuto a terra ripetutamente.

Il terzo punto di forza, che non è per niente da sottovalutare, è il fattore sconfitta; Ippo è tosto, coriaceo e capoccione, un durissimo avversario da affrontare, un infaticabile Boxer, ma Ippo non è invincibile; ha perso più di un incontro in vita sua, e ha avuto anche grossi momenti di dubbio, di incertezza, ci ha anche fatto sudare freddo pensando al ritiro prima ancora di essere a portata di una qualsiasi impresa pugilistica. In sostanza, Ippo è fallace, imperfetto ed è ben lungi da essere imbattibile o fortissimo, la sua boxe è fatta principalmente di pugni presi, piuttosto che di pugni dati, ma forse è proprio questa sua vulnerabilità a rendere il personaggio di Ippo tanto reale e tanto più credibile e coinvolgente.

Come ultimo pensiero positivo, sottolineo il fatto che Hajime no Ippo è ben lontano dalla sua conclusione, i ben oltre 1100 capitoli potrebbero essere ancora una piccola parte del lavoro di una vita; auguro all'autore di poter realizzare almeno altri 30 anni di questa bellissima opera.

 

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Se proprio devo criticare qualcosa all'autore, George Morikawa, posso sostenere che ha uno stile particolare: il suo tratto è ruvido, esprime forza e potenza, perfetto per disegnare incontri di boxe o fisici imponenti, ma non è fatto per descrivere le belle cose. Lo si può notare guardando i personaggi femminili di bell'aspetto, che si assomigliano molto se non fosse per gli occhiali, il seno prosperoso o il colore e il taglio dei capelli.

Che dire di più? Dategli una possibilità, non ve ne pentirete!

 

Hajime no Ippo, 1989 - in corso di pubblicazione

Voto: 8

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