Cerca

 

banner tana fb

 

Outlanders

di Andrea Morsani
Creato: 10 Gennaio 2001
Alla defunta Granata Press tutto si puo' imputare tranne il fatto che abbia sempre (o quasi) proposto ai suoi lettori ottimi manga.
A partire dall'Estate del 1992, la suddetta casa editrice lancio' sul mercato italiano un manga che all'epoca era qui da noi quasi del tutto sconosciuto: Outlanders, di Johji Manabe.
 
 
20010110 outlanders2
 
Outlanders era un manga sicuramente fuori dai normali canoni sia all'epoca che secondo gli standard attuali. Ma prima di analizzarlo, vediamone in breve la storia.
Tetsuya Wakatsuki e' un fotografo freelance di Tokyo, testimone, insieme alla sua amica giornalista Aki, dello sbarco armato di alieni sul Giappone prima, e sull'intero pianeta poi.
Gli alieni reclamano la Terra come loro pianeta madre, e vogliono distruggere gli umani, i "parassiti". La lotta e' impari, gli alieni sono dotati di una tecnologia superiore, basata su organismi viventi capaci di atrocita' spaventose. Il destino dell'umanita' sembra segnato, quando un fortuito incontro tra Tetsuya e la principessa Kahm dell'impero Santovasku ribaltera' la situazione; lei si innamorera' del giovane giapponese, e manovrera' fino a sposarsi con lui in cambio della cessazione delle operazioni belliche da parte dei Santovasku.
 
 
20010110 outlanders1
 
 
Ma non siamo che all'inizio dell'avventura che i due, insieme ad un fidato gruppo di amici, affronteranno. Infatti se da un lato una forza oscura manovra i terrestri come giocattoli (terrestri che scopriremo essere sempre piu' infidi), dall'altro l'Imperatore Santovasku osteggiera' le nozze della figlia con il terrestre fino ai gesti piu' estremi.
 
Di per se la storia non comporta nulla di innovativo o particolarmente epico. La prima particolarita' sta nel fatto che, una volta tanto, la magia riveste un ruolo quasi assente nell'importanza della storia, che e' tutto sommato abbastanza realistica e piacevole, con alcuni colpi di scena ben studiati.
 
 
20010110 outlanders3
 
 
Le armi aliene sono delle creature modificate biologicamente, capaci di creare un campo di forza per isolarsi dagli ambienti esterni piu' ostili; le stesse enormi astronavi sono degli esseri viventi - assomgliano a insetti o pesci!!
L'impatto sulle forze Terrestri e' notevole, e ricorda da vicino l'atmosfera alienante che si puo' trovare in videogiochi tipo Ufo: Enemy Unknown o Spellcross. In effetti l'immersione e' pressoche' totale, e ci si trova proiettati, per lo meno nella prima parte della storia, in una possibile situazione reale.
 
La storia si evolve su binari difficilmente prevedibili, ed oltre alla meraviglia che si puo' provare per le invenzioni di Manabe, ci sono sapienti e divertenti intermezzi che arricchiscono una storia decisamente valida.
 
 
20010110 outlanders5
 
 
Ci sono comunque degli aspetti negativi.
La caratterizzazione dei personaggi e' buona, ma non eccezionale.
Kahm e' la classica ragazzina viziata che cerca di ottenere l'oggetto dei suoi capricci con il piagnisteo e il broncio; Tetsuya e' il tipico, odioso, squallido adolescente Giapponese privo pero' di tratti caratteristici: non ha carattere, ne' intuito, ne' ispira il senso dell'eroe che dovrebbe rappresentare. Nemmeno nei momenti piu' intensi dell'azione sembra il classico soggettone che tutti prendevamo in giro alle medie. Gli altri personaggi, i minori, sono invece stranamente piu' profondi (per essere dei comprimari), a partire dalle eminenze nascoste delle quali non diro' nulla, al generale Togo, capo della difesa Terrestre (ovviamente e' un Giapponese, maledizione), agli esponenti dei Santovasku. Tutti, comunque, rientrano negli stereotipi classici del fumetto giapponese.
 
 
20010110 outlanders4
 
 
Alcune scene di lotta sono, forse volutamente, fin troppo confuse, e sebbene di per se la tavola puo' essere ben fatta, e' difficile inquadrare bene lo svolgimento dell'azione. La cosa non e' comunque cosi' negativa, perche' si riesce comunque a seguire il filo della situazione a grandi linee.
Altri momenti sono invece incredibilmente definiti e carichi di pathos, tanto che in generale difficilmente si smette di leggere.
 
Su questo punto c'e' da notare anche come evolva il tratto stesso di Wanabe: se nei primi volumetti i disegni sono quasi tirati via, con sfondi carenti o totalmente assenti, con il passare del tempo Wanabe ha migliorato il suo stile arricchendo i tratti somatici dei vari personaggi e soprattutto dell'ambiente che li circonda.
 
 
20010110 outlanders6
 
 
In merito a questo, la globalita' del fumetto mi da' quasi l'impressione che Wanabe abbia iniziato la storia senza avere la minima, pallida idea di come potesse evolvere. E se questo e' normale in letteratura, in quest'opera ci si puo' rendere conto di come cambino le reazioni dei vari componenti della storia in modo anche diametralmente opposto durante lo svolgimento della vicenda.
Insomma, forse Wanabe non aveva uno straccio di idea sul suo fumetto quando ha iniziato a disegnarlo.
 
Ad ogni modo, gli aspetti positivi sono sicuramente molteplici.
 
In primis, la storia risulta, come detto e nonostante tutto, gradevole; poi si ride, e anche di gusto. C'e' inoltre la ricerca di una tecnologia diversa da quella tipicamente umana (e qui Wanabe c'e' riuscito in pieno).
Non c'e' il classico schieramento "buoni contro cattivi", ma le cose sono un po' piu' sfumate (solo un po', comunque).
E poi, cosa da non sottovalutare assolutamente, Kahm e la sua amica Battia sono delle fighe allucinanti.
 
Uau uau uau.
 
 
20010110 outlanders7
 
 
Che dire infine? Che a me e' piaciuto, e che periodicamente lo rileggo ancora. Sono uno dei pochi, fortunati possessori della serie completa della Granata, ma visto quello che e' successo con Nausicaa, attualmente in ristampa, forse la Star Comics ripubblichera' anche questa divertente avventura fantascientifica (e un po' romantica).
 
 
 
Outlanders,1985-1987
 
Voto: 8.5

ARTICOLI RECENTI IN QUESTA CATEGORIA