A noi gattari piace sempre leggere di storie gattesche... ma questo Io e Dewey non convince.

 

20190315 dewey1

Solo chi ha vissuto con un gatto rispettandone necessita' e indole sa quale rapporto speciale possa instaurarsi; e questi animaletti a quattro zampe sanno ricompensarci regalando emozioni e gioia a chi si dimostra loro amico.

Vicki Myron e' stata per moltissimi anni il capo della biblioteca di Spencer, una cittadina dell'Iowa. La maggior parte della sua carriera l'ha svolta avendo accanto Dewey, un trovatello che e' diventato il gatto della biblioteca ed il beniamino della citta'; in questo libro, Vicki Myron ne racconta la sua vera storia.

Ci si aspetta quindi di leggere la storia di un gatto, quindi; eppure la figura di questo peloso e' solo una delle componenti del libro. C'e' molta della storia personale dell'autrice, delle sue traversie familiari e fisiche; ma anche moltissimo di Spencer e della sua comunita'. Gli eventi si svolgono nel pieno della crisi agricola degli anni '90, durante i quali Spencer si trovo' in seria difficolta'. Dewey ha contribuito, con la sua presenza ed il suo affettuoso modo di fare, a rendere accogliente e speciale la biblioteca, che e' diventata in breve un punto di riferimento per la comunita' locale.

 

20190315 dewey2

 

Si parla quindi si delle peripezie di Dewey (o meglio delle sue routine, a dirla tutta), ma parecchio spazio e' anche lasciato alla storia di Spencer, della sua nascita e delle sue industrie, e della stessa autrice; i rapporti con la figlia, i genitori, con le sue traversie fisiche. Cosa ne viene fuori e' un libro che descrive per gradi un mondo che parte dal gatto e finisce con il parlare genericamente di troppe cose.

Spesso quando ci si avvicina a libri che trattano tematiche a noi care, le nostre aspettative sono elevate; e non e' facile soddisfarle. Io e Dewey e' un libro che non centra il bersaglio; pur non essendo brutto, in troppe occasioni sembra trattare ogni argomento toccato in modo un po' superficiale, o per lo meno si ha l'impressione che si potesse entrare molto piu' nel dettaglio, fornire piu' informazioni. Lo stile di scrittura e' semplice, immediato, non banale ma certamente nemmeno ricercato. La lettura non e' difficile ma, tolto l'ultimo capitolo, non c'e' nulla che emozioni.

Purtroppo Io e Dewey e' un libro tralasciabile, che non arricchisce e non provoca reazioni in chi legge.

 

Io e Dewey, 2008
Voto: 5

 

ban49