Il giornalismo d'inchiesta e' un'arma fondamentale per la diffusione di informazioni piu' ricercate al piu' vasto pubblico possibile. Ma non basta essere sul posto: occorre anche saper raccontare e vivacizzare i propri scritti. Vollman ci offre uno spaccato del Giappone nei giorni post-tsunami, ma a questo libro manca qualcosa.

 

William T. Vollman e' un giornalista e scrittore non nuovo a spedizioni in zone calde del pianeta e racconti di viaggio; sebbene non siano gli unici argomenti della sua personale bibliografia, una buona parte dei suoi scritti ricadono in questo settore. Zona Proibita e' la storia dei pochi giorni passati da Vollman nella zona a ridosso di Fukushima, la cittadina dove il reattore nucleare danneggiato dallo tsunami ha rilasciato una enorme quantita' di particelle radioattive.

 

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Il libro e' leggero e si legge con facilita'; diretto, semplice, nemmeno molto lungo (122 pagine). Si parla dei preparativi di Vollman e della ricerca di equipaggiamento anti-radiazioni, poi del suo arrivo a Tokyo e infine delle escursioni nelle zone calde; la parte del leone la fanno, piu' che le descrizioni dei posti, le storie delle persone incontrate, dai contadini, agli anziani, agli insegnanti.

Ci sono buoni spunti, in Zona Proibita; spaccati di vita quotidiana, di ricordi, di tristezze; vite stravolte, affetti spazzati via. Ci sono momenti davvero toccanti, eppure questo libro non ha sapore. Tolti alcuni brevi istanti, non traspaiono emozioni o trasporto per quello che sta succedendo; tutto sembra limitarsi a quanto sia aumentato il dosimetro che registra la radioattivita' accumulata e una fredda, lineare descrizioni degli spostamenti sul territorio. Insomma, sembra quasi un rapporto, un resoconto informale, piu' che una avventura in un luogo colto da una drammatica sciagura. E non e' nemmeno una vera inchiesta, non e' nemmeno un approfondimento, non e' nemmeno un racconto o un reportage fatto "di pancia"; sembra quasi un lavoro fatto perche' "ora c'e' questo e farselo scappare sarebbe un peccato". Ecco, magari non e' cosi' che e' nato il libro, ma questo sembra: una cosa un po' forzata, sicuramente molto tirata via e superficiale. Una grande occasione mancata, insomma.

Consigliato solo a chi veramente deve sapere tutto di questa tragedia.

 

Zona Proibita, 2011.
Voto: 5

 

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