In un panorama scevro di grand strategy moderni che non ti facciano scoppiare il cervello, Realpolitiks manca l’occasione di imporsi come titolo di riferimento.

 

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I videogiocatori navigati sanno bene chi sia la Paradox e come i vari Europa Universalis abbiano influenzato intere generazioni di giochi e giocatori (pensate che nei primi anni 2000 la Tana ospitava il sito italiano ufficiale di Europa Universalis!). Tutti i grand strategy, anche quelli a turni come quelli della AGEOD, hanno inglobato dinamiche e comportamenti derivati dai titoli Paradox.

In un panorama di offerta complesso, in cui gli scenari classici sono tutti saturi di offerte (seconda guerra mondiale, antichi romani, medioevo e rinascimento), paradossalmente manca un titolo ambientato nel mondo moderno e che permetta di giocare senza dover digerire sistemi di gioco complessi come quelli delle ultime iterazioni di Hearts of Iron 4 (del quale si trovano mod che ci portano ai giorni d’oggi). Realpolitiks poteva essere un ottima soluzione, ma vi dico fin da subito che purtroppo siamo di fronte ad un gioco che manca di sfida.

 

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Le premesse sono interessanti: gli sviluppatori della Jujubee hanno voluto semplificare molto la gestione di una nazione, rendendo piuttosto astratti aspetti come quelli del supporto popolare, della gestione delle risorse, della guerra e della diplomazia. Forse troppo, a dirla tutta; in diverse occasioni ci si sente privi di quel controllo e di quel colpo d’occhio necessario a pianificare le proprie mosse. Le informazioni sono infatti sparse qua e la’ in modo poco intuitivo, e anche dopo numerose ore di gioco si fa fatica a trovare alcuni parametri chiave per capire l’andamento del nostro paese.

Nonostante il tutorial, capire come muoversi nel gioco richiede tentativi e tempo. Una volta entrati nelle meccaniche di Realpolitiks ci si riesce comunque a muovere agilmente... ancora una volta, forse troppo: si ha sempre la sensazione di esserci dimenticati di fare o controllare qualcosa.

 

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La guerra e’ combattuta in modo del tutto peculiare; non vedremo mai le nostre truppe sulla mappa (fanteria, carri, aerei), ma semplicemente le assegneremo alla guerra in corso e poi a specifiche operazioni, vincendo le quali potremo aumentare il punteggio necessario a vincere la guerra e chiedere provincie o pagamenti da parte del perdente. Il problema e’ che non e’ mai chiaro il livello tecnologico del nostro avversario, ed in caso di eserciti massicci da ambo le parti la guerra puo’ protrarsi per anni senza si riesca a decretare un chiaro vincitore, visto che le unita’ assegnate alle operazioni sono sempre un massimo di 5-6 e non e’ raro avere schieramenti di oltre 50 unita’, rinforzate nel tempo da nuove reclute. Peraltro, sebbene le forze navali siano presenti, non sono mai impegnate nelle operazioni, e non si capisce come assegnandole supportino il conflitto in corso. Infine gli attacchi nucleari, che in guerra non sembrano indirizzare molto l’ago della bilancia, comportano dei cambiamenti climatici impalpabili e che si dissolvono troppo rapidamente; un elemento privo di impatto nel gioco, almeno per le sensazioni che trasmette.

Il modello economico e’ poco veritiero a dir poco: in una manciata di anni ho saldato il debito pubblico dell’Italia e creato una economia altamente produttiva; esistono i centri azionari, le borse, ma non si capisce bene come funzionino e nel complesso non influenzano troppo l'economia nazionale; alla fine e’ difficile avere problemi di soldi da investire. Lo stesso dicasi per le risorse: genericamente rappresentate come un unico bene, non e’ difficile aumentarne lo stock e la produzione attraverso conquiste territoriali o l’attivazione di politiche nazionali.

Per quanto riguarda l’espansione territoriale, ci troviamo di fronte ad un’AI particolarmente passiva, che reagisce alla nostra fame di territori solo se esageriamo in modo eclatante, e potremo fagocitare intere nazioni, una provincia alla volta, senza scatenare praticamente nessuna reazione da parte della diplomazia internazionale. Non esistendo diversi livelli di difficolta’, una volta diventati abbastanza forti il livello di sfida tende a zero, uccidendo ogni stimolo a giocare.

 

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Le politiche nazionali sono l’unico aspetto davvero innovativo e decisamente ben realizzato del gioco; sono attivabili secondo uno schema ad albero dietro investimenti monetari e di punti-azione, generati mensilmente dalle nostre provincie e da eventi particolari. Ben presto ci renderemo conto come i punti-azione scarseggino sempre, e nonostante ci si possa mettere anche un paio d’anni di gioco ad implementare le politiche (ce ne possono solo essere due contemporaneamente in attivazione) la possibilita’ di non poter iniziarne altre e’ grande. Gli effetti delle politiche sono i piu’ disparati: dal miglioramento delle nostre truppe al controllo del pensiero della nostra popolazione, dai miglioramenti dei rapporti internazionali a quelli della nostra economia ed industria. Credo che questo elemento, un vero colpo di genio, sia il fulcro dietro il quale e’ stato sviluppato il gioco; e’ pazzesco pensare a quanto ben realizzato sia questo aspetto e quanto sia carente il resto.

Collegata alle politiche nazionali e' la tipologia del nostro governo: possiamo influenzare le elezioni e farci passare da una democrazia ad uno stato autoritario ad uno totalitario, ma per farlo serve impegno e tempo (non troppo a dire il vero). Giocare con una democrazia pero' non e' molto divertente, viste le limitazioni alle scelte di politica internazionale che possiamo fare. C'e' pero' un bonus in altri parametri che ci permette di conseguire velocemente punti vittoria, e cioe' quel che ci serve per vincere il gioco allo scadere dello scenario. E' anche vero che come stato autoritario non ho mai avuto problemi a vincere...

 

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Come ciliegina sulla torta, mettiamo un sistema di notifiche di eventi rivedibile, che non permette di customizzarle e che non necessariamente interrompe lo scorrere del tempo, peraltro limitato a pausa, normale (troppo lento) e veloce (troppo veloce!).
Il gioco sembra essere stato pubblicato di fretta, senza troppa ottimizzazione delle sue funzionalita’ e mancando di sviluppo in altre. Un vero peccato, visto che avrebbe potuto essere un titolo eccezionale con nemmeno troppo sviluppo aggiuntivo. Ed e’ un titolo a cui manca la componente multiplayer, un atto quasi criminale visto che poteva essere l’unico modo di risollevarne le sorti.

Un’occasione buttata via. Peccato, vista la mancanza di alternative sul mercato.

 

Realpolitiks, 2017
Voto: 5

 

ban49