I giochi di ruolo e le regole: pareri diversi sul fulcro attorno il quale ruota la partita.

 

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Il mondo dei giochi di ruolo, come sappiamo, e' un mondo creato dalle nostre fantasie. Mantiene, pero', un forte contatto col terreno: quell' insieme di parole e decisioni che prendono il nome di regole. Sentiamo che ne pensano due esperti e navigati giocatori come Marco e Andrea.

 


L' opinione di Marco

Per alcuni queste sono fondamentali, mentre altri ne farebbero volentieri pezzetti per poi farli mangiare al master di turno. Negli ultimi anni questa tematica ha dato luogo a dibattiti, liti, scissioni, produzioni dedicate, ma soprattutto a una gran confusione!
Nel caos delle opinioni discordanti si è teso ad estremizzare l’uno o l’altro punto di vista in modo assolutamente deleterio e inutile alla risoluzione del problema. Non si sta cercando di definire il GDR, come le parti sembra vogliano fare; non bisogna decidere quali e in che misura mettere i due ingredienti nel pentolone per ottenere il perfetto sistema di gioco!

La verità è che la perfezione non esiste in natura, e ognuno di noi, fortunatamente, è un individuo a se stante con le proprie necessità e i propri gusti. L’ importante, ed è questa la magia del GDR, è imparare a raggiungere dei compromessi, delle soluzioni che, limitando un po’ la nostra libertà, ci portino a quel divertimento che è supremo poiché condiviso. A questo punto c’è chi deciderà di sviluppare un sistema di gioco che dia molta libertà d’iniziativa al narratore e sia caratterizzato dalla necessità di creare qualcosa di bello al di là delle probabilità e dei tiri di dado, che al limite potrebbero addirittura scomparire. C’è, poi, chi si affiderà ad una robusta modellizzazione della realtà fantastica in cui si tuffa, in modo in modo da poter ricondurre quasi tutto ad una norma ben precisa.

Non lasciatevi ingannare, questo non vuole affatto dire che la scelta di una di queste soluzioni, o di quelle intermedie, risolverà tutti i vostri problemi! Nessun sistema di gioco è inattaccabile, e se da un lato un gioco molto libero può gravare troppo sul narratore riguardo alle responsabilità di ciò che accade, all’opposto una forte schematizzazione può valicare il "temuto limite" e darvi l’impressione di stare giocando ad un boardgame: ORRORE!!! [N.d.Andrea: cos' hai contro i boardgames? Solo perche' perdi come un disperato ad ogni gioco cartonato non significa che tu te la possa rifare su tutto il genere!! :-)]

 

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Il mio consiglio è semplice:

Scegliete insieme l’ambientazione e decidete il grado di schematizzazione che volete,

Cercate un sistema di gioco che si adatti bene a questi canoni,

Modificate tutto quello che serve modificare, in un senso o nell’ altro. Naturalmente se arrivaste ad intaccare, modificando, la struttura portante del sistema, vuol dire che ne avete scelto uno inadatto alle vostre esigenze, dunque tornate al punto 2.

Per concludere, una volta scelto e modificato un sistema di gioco, se si dovessero presentare situazioni particolari che esulano dalla normale routine, parlatene tutti insieme ma lasciate che a decidere sia sempre il narratore poiché la sua visione del gioco è, dato il suo ruolo, più ampia di quella dei giocatori e, qualunque sia la sua decisione, state certi che l’avventura ne gioverà!

Marco Lotti

 


L' opinione di Andrea

Non c'e' proprio nulla da fare: il popolo dei role-players, tolte poche eccezioni, si divide in due fazioni opposte ed antagoniste. C'e' chi da un lato ama spulciare tabelle e tabelline, perdersi in un infinito lancio di dadi e mappe perfettamente definite, e chi invece preferisce immergersi in un romanzo, lasciando al master l'arduo, impegnativo e faticoso compito di inventare, narrare e interpretare una storia costantemente in evoluzione, come puo' essere una qualunque avventura abbiamo mai giocato.

Io preferisco di gran lunga le partite "prive di dado", come le chiamavamo ai bei tempi. A fare le scelte per noi erano le nostre intuizioni, le nostre idee, i comportamenti che tenevamo nei confronti dei vari PG e PNG. L'eliminazione quasi totale dei dadi (tenuti piu' per forma, per dare un' impressione di casualita' ai giocatori e/o consigliare al master su determinate decisioni) puo' pero' essere molto pericoloso. Il consentire al master ogni possibile liberta' di agire potrebbe portare facilmente ad uno degli scenari piu' terribili: quello della troppa linearita' dell'avventura e dell'incanalamento delle scelte da parte del master.

 

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Per poter giocare senza dadi (e di conseguenza trattando le regole solo come punto di riferimento alla lontana) bisogna per forza di cose avere una buona esperienza con la tipologia canonica di gioco. Solo con il tempo, con l'esperienza si possono comprendere determinati meccanismi che favoriscono o meno il piacere del gioco.

Allora, quello che posso consigliare e' quello di trovare un buon master, esperto ed affidabile (insomma non uno di quelli che si vede come persecutore in cielo dei personaggi), con una grossa capacita' immaginativa e al contempo bilanciato e malleabile nelle sue scelte. Poi immergersi in una realta' molto piu' simile alla nostra che quella dei manuali (anche se ammetto che le tabelline incluse in alti e pesanti tomi fanno sempre la loro porca figura).

E soprattutto, non scordate mai lo scopo per il quale giocate: divertirvi. Se qualcosa ve lo impedisce, semplicemente eliminatelo (che sia una regola o una persona fisica, e' la stessa cosa, hehehehe) e passate oltre.

Andrea Morsani

 

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