E' con colpevole ritardo (quasi un mese, a occhio e croce) che mi accingo a scrivere la recensione di uno dei piu' bei film degli ultimi anni. Quasi Amici e' una pellicola francesce sfuggita all'occhio della critica e delle grandi catene distributive (come sempre quando non si tratta di grandi produzioni) ma che e' degna di entrare nell'elite del cinema.

 

Quasi Amici e' la storia di un miliardario (Francois Cluzet) e di un immigrato disoccupato (Omar Sy) che per una scommessa si trovano a vivere a stretto contatto. Il miliardario e' paralizzato a causa di un incidente stradale che lo ha lasciato incapacitato di controllare alcunche' sotto la mandibola; l'immigrato vive di espedienti e del sussidio di disoccupazione rilasciato dallo Stato. E' proprio per rinnovarlo che i due si incontrano: il miliardario e' alla ricerca dell'ennesimo badante, mentre l'immigrato e' la' solo per farsi fare una firma sul libretto di lavoro. Pur non avendo alcuna intenzione di fare davvero quel lavoro, fra i due scatta una sintonia tale che dal giorno successivo i due faranno coppia fissa.

 

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In Quasi Amici si ride di continuo. Le quasi due ore di pellicola sono ricche di gag e situazioni paradossali, generate dal forte contrasto nella cultura e nei modi dei due; la sottigliezza e la razionalita' del miliardario, contrapposte alla sfacciataggine e alla praticita' dell'immigrato sono il motore inarrestabile della narrazione. A tentare di raccontare anche solo parte delle comiche situazioni che si vengono a creare si farebbe un torto alla coppia di registi, Olivier Nakache ed Eric Toledano, capaci di adattare per il cinema una storia vera, sapendone sfruttare al meglio le situazioni surreali come quelle di profonda commozione.

 

E si, perche' in Quasi Amici non si ride soltanto: ampio spazio e' dato alle sensazioni, ai sentimenti personali, all'analisi della propria vita e ai piccoli insegnamenti che dovremmo far nostri; quelli che ci dicono di vivere la nostra vita al massimo, di far nostro ogni istante e di ogni momento.
Ed e' vero: non sappiamo il destino cosa puo' riservarci, quali sorprese (belle o brutte) ci aspettano dietro l'angolo, e di come la nostra vita possa cambiare radicalmente da un momento all'altro. E anche quando le cose vanno male, quando tutto sembra perduto, non bisogna mai arrendersi; anzi sono quelli i momenti in cui anche apprezzare le piccole cose assume un significato fondamentale.

 

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Questo e' quello che trasforma Quasi Amici da un film divertentissimo ad un capolavoro: una stupenda lezione di vita che colpisce nel profondo, espressa con una leggerezza e semplicita' davvero uniche.

Il cast complementare e' di alto livello: non ci sono figure fuori posto o recitazioni che stonino; gli stessi personaggi sono tagliati su misura ed in modo impeccabile. L'universo di vite e vissuti si amalgama alla perfezione, dal momento piu' divertente a quello piu' amaro,

 

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Siamo di fronte ad un film imperdibile, uno di quelli che entra di diritto nelle videoteche private di ogni cinefilo che si rispetti. E come se non bastasse, e' l'ennesima dimostrazione che il cinema europeo non ha bisogno di effetti speciali, di grandi nomi, di battutacce per ergersi a faro della cinematografia mondiale.

 

Quasi Amici, 2011.
Voto: 9

 

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