Black Hawk Down e' una pietra miliare nella cinematografia di guerra. Un capolavoro come pochi film sanno essere, realistico ed adrenalinico al tempo stesso.

 

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Ho un vero pallino per i film di guerra, difficilmente me ne perdo uno. E' semplicemente una malattia; d'altronde l'odore della cordite mi manda ai matti e il suono sordo dei colpi esplosi mi scatena una "adrenaline rush" come poche cose sanno fare. Quando Black Hawk Down (ricostruzione di un reale episodio di guerra) usci' nelle sale pero' non riuscii a vederlo, un po' per i soliti miei casini, un po' perche' non ne ero troppo convinto. Oggi, dopo averlo visto, mi viene spontaneo darmi dello stupido.
Somalia, 1993: in seguito alla guerra civile che sta distruggendo il paese, a Mogadiscio arrivano le truppe di pace; il contingente principale e' quello statunitense, che viene impiegato spesso e in modo intrusivo. In una operazione all'interno dei quartieri centrali della citta', un nutrito gruppo di soldati rimane intrappolato anche a causa di due elicotteri da trasporto rapido Black Hawk che vengono abbattuti dai Somali. L'operazione, che doveva essere completata in 45 minuti, in realta' dura oltre 15 ore, durante le quali un centinaio di soldati americani vengono colpiti. Sebbene l'operazione di per se alla fine viene completata, questa segnera' l'inizio del ritiro delle truppe americane dalla Somalia.

 

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E adesso parliamo del film. Primo: la regia e' di Ridley Scott. Stamattina mi sono fermato un istante a pensare alle realizzatione del cineasta americano: Blade Runner, Il Gladiatore, Alien, e sicuramente altri film che mi sfuggono. Insomma, ogni colpo una tacca; e anche stavolta il bersaglio e' colpito. Ridley Scott riesce a rendere l'azione frenetica e confusa con un sapiente crescendo: dai preparativi che terminano la noia oziosa dell'attesa si passa all'improvvisa accelerazione degli eventi, ai primi imprevisti che subito si rivelano drammatici e fatali; i soldati si trovano ad affrontare qualcosa per il quale non erano realmente preparati: da una missione mordi e fuggi a un vero e proprio Fort Apache.
L'azione si fa sempre piu' frenetica, e la fotografia e' magistralmente chiamata a supportare la storia: chiara, semplice durante il giorno, nelle prime fasi della missione; buia, opprimente di notte; il "buio" visivo nel momento dello sbarco dall'elicottero, con la sabbia sollevata e che satura la visuale a piu' di tre metri, i bui anfratti dove cercano riparo i piloti abbattuti, l'oceanica folla armata che bracca i soldati della Delta Force, obbligati a scappare e a trovare riparo alla meno peggio. Le mitragliatrici sparano a raffica, e le esplosioni dei mezzi aerei di supporto impediscono di ricevere chiaramente le comunicazioni a voce; e' il caos, e Ridley Scott e' bravissimo a riprodurlo su schermo col suo modo superbo di fare cinema.
La pressione sale minuto dopo minuto, i soldati si rendono conto di non poter far altro che resistere il piu' a lungo possibile in attesa di aiuti, che pero' tardano ad arrivare. Ed i loro compagni vengono colpiti uno dopo l'altro...

 

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Ecco, qui ci si rende conto di come, nonostante la tecnologia, le armi e le infrastrutture possano rendere possibili risultati militari importantissimi, alla fine il lavoro viene svolto comunque da uomini, che hanno i loro punti di forza e le loro debolezze. Da uomini, e non da macchine.

Non ci sono grossi nomi nel cast di Black Hawk Down, e questo non puo' che essere un bene; a mio parere un film di guerra deve incentrarsi sulla storia e non sui personaggi, pena stravolgere l'aspetto fondamentale del film di questo tipo che e' proprio l'azione bellica. Di film di guerra con attori celebri ne abbiamo avuti parecchi di recente: da Pearl Harbour ai piu' recenti Windtalkers e We Were Soldiers: due film modesti e uno buono, nei quali erano le vicende personali a tracciare il solco, ed infatti sono subito piombati nel dimenticatoio (forse un po' meno Pearl Harbour, ma solo per l'imponente campagna pubblicitaria). In Black Hawk Down tutti gli uomini impegnati in azione hanno la stessa importanza (come nella realta', d'altronde), e non ci sono gli eroi tipici dei filmoni ad alto budget. Gli attori interpretano bene il loro ruolo: nessuno spicca, tutti sono sullo stesso piano, e sono realistici in questo, ognuno con le piccole caratterizzazioni che comunque ci consentono di identificarli come persone e non come nomi. Tutti sono eroi allo stesso tempo e nello stesso grado; si combatte per se stessi e per il proprio commilitone, la cui sopravvivenza aumenta le probabilita' di sopravvivenza di ogni altro singolo elemento della squadra. Proprio questo elemento e' fortemente marcato in questa pellicola, davvero vicina a come si puo' svolgere un vero scontro a fuoco.

 

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L'unica pecca potrebbe essere il modo di approcciare il combattimento dei somali, troppo stile "carne da macello", tipo i cattivi di Commando, per intenderci; ma in effetti quel giorno i somali ebbero piu' di 500 morti contro i soli 18 americani... e allora forse questo modo di combattere improvvisato e scoordinato ci puo' stare.

In sostanza, Black Hawk Down e' un film di guerra molto valido che consiglio caldamente.

 

Black Hawk Down, 2001
Voto: 9

 

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