Tanti attori hanno vestito i panni di Joker, ma chi è stato realmente Joker?

 

 

Il primo Joker televisivo apparve nel 1966, César Romero ne fu l’interprete, ricordato anche come: ”Il Joker con i baffi”. In quel periodo la TV era alle prime armi e le trasposizioni dei supereroi sul piccolo schermo risultavano, senza gli effetti speciali da post produzione, molto legnosi e irreali. Nostalgicamente è stato il primo Joker che ho visto, ma è anche una caricatura del personaggio che, poco a poco è diventato una delle icone della DC.

 

 

La prima volta che qualcuno parlò delle origini di Joker correva l’anno 1988; l’opera, intitolata: Killing the Joke, ha provato a fare chiarezza sulle nebulose origini legate al Joker, facendo raccontare, al più vecchio avversario del Pipistrello, la sua nascita. Una storia molto simile a quella che è proposta nel film Joker, che ha vinto il Leone d’oro a Venezia, con alcune piccole differenze. In Killing the Joke, il Joker sembra mettersi a nudo, svela le sue origini e la sua parte umana e fragile; un’opera davvero ben realizzata, che si conclude con un colpo di genio, perché il Joker si lascia sempre aperte innumerevoli possibilità, quindi, quella che ha raccontato, può essere una delle possibili storie legate alla sue origini e non per forza la verità.

 

 

Questo ci porta nel 1989, la pellicola del primo Batman di Tim Burton, del Pipistrello di Michael Keaton e del mitico Joker di Jack Nicholson. Ispirati dal finale della storia di Killing the Joke, ritroviamo il pentolone di sostanze chimiche e il Batman che commette il suo primo errore; da qui nasce il primo Joker cinematografico. La differenza con l’opera cartacea è, di fatto, che l’uomo prima del Joker era uno scaltro esponente della Mafia di Gotham, una persona acuta, risoluta, con l’obiettivo di ottenere il potere e il controllo che tanto brama. L’interpretazione di Jack Nicholson è brillante, molto vicina all’idea del personaggio classico, un Joker maestro di stile, con un obiettivo ben preciso in mente e che usa il caos come piattaforma di lancio per ottenere i suoi scopi. Joker è un personaggio fantastico, mai banale ne scontato, uno vero psicopatico, acuto e senza scrupoli, vanesio e spietato, ebro di potere e alla costante ricerca di soddisfare il suo ego. Joker si muove sempre per un fine, che può essere grande o anche strettamente personale, ma mai per il puro gusto di generare Caos.

 

 

Dal 1989 al 2008, ovvero dal Joker di Nicholson a quello di Ledger, sono passati quasi 20 anni e la produzione cartacea della DC ha evoluto il suo “villain” più famoso in qualcosa più adatto allo stile contemporaneo, ma ha mantenuto una sua struttura di base che contraddistingue sempre il Joker. Il compianto Heath Ledger ha tratto spunto per il suo Joker da due opere, una è proprio Killing the Joke, l’altra è Arkham Asylum, una storia ambientata nel famoso centro d’igiene mentale di Gotham. Ledger interpretò il suo Joker come uno psicopatico senza coscienza delle sue azioni e con zero empatia, con l’unico obiettivo di alimentare il caos; ma Joker non si muove mai senza motivo, ha sempre un preciso scopo, molto spesso la visone delle sue idee ci sfugge fino quasi alla fine delle storie che ci vengono narrate, ma ha sempre un concreto ritorno che serve a soddisfare il suo ego e la sua sete di potere e controllo. Tant’è che ho sempre sostenuto che l’interpretazione del Ledger era più simile al personaggio dello Spaventapasseri che non a quello del Joker.

 

 

Glisso sul Joker di Jared Leto, la sua interpretazione è stata totalmente subordinata alle esigenze di un film che lo ha usato principalmente come un riempimento. Dico solo che il suo Joker ha tentato di dare una connotazione più giovanile ad un personaggio che ha come caratteristica l’eleganza d’altri tempi; un’operazione cui non ho voglia di dare un giudizio altrimenti mi si ripropone la colazione.

 

 

In Gotham, che non pretende di descrivere il mondo del Pipistrello ma lancia una rilettura delle origini del “Male” che infesta la città, ho apprezzato la doppia interpretazione di Cameron Monaghan nei panni di un assassino vivace ed espressivo prima, e di un gelido e freddo calcolatore di morte dopo. Ovviamente, partendo da una base del tutto differente, non è possibile definirlo neanche Joker, ma grazie a questo sono riuscito ad apprezzarlo forse anche più d’altri interpreti.

 

 

Ora è uscito Joker con Joaquin Phoenix, applaudito e osannato dalla critica. Non è ancora arrivato nelle sale, quindi non posso esprimermi in merito alla performance né al film in se stesso. Ma leggendo gli articoli, noto una grande euforia. Se questa euforia è generata dall’interpretazione di uno strepitoso Phoenix, posso condividerla, ma se è seguita dal commento: “il miglior Joker di tutti i tempi”, come mi è capitato di leggere spesso, ho le mie riserve. Non sono contro a Joaquin Phoenix, né ad una rivisitazione del personaggio del Joker, come mi è capitato di apprezzare nella serie televisiva di Gotham; ma com’è capitato per Ledger, non penso che si possa spodestare così facilmente Jack Nicholson. Quando avrò la possibilità di vedere Joker, so che mi piacerà tantissimo l’interpretazione di Phoenix, come mi piacque tantissimo quella di Ledger; ma Jack Nicholson ha dato vita alla forma più classica e più vicina al Joker dei fumetti che sia mai arrivata sul grande e piccolo schermo, difficilmente si riuscirà a fare di meglio.

Ovviamente questo è solo il mio pensiero, non pretendo di sostituirmi al vostro giudizio, ma sarei proprio curioso di sapere quanti di voi lo condividono e quanti invece ne rimarranno sconcertati.

 

ban49