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K-19 The Widowmaker

in Film
di Andrea Morsani
Creato: 13 Settembre 2011

Girato a dieci anni alla caduta del comunismo, K-19 è una delle pellicole meno note di Kathryn Bigelow, che anche questa volta non fallisce nel raccontare in modo avvincente una storia - vera ed incredibilmente drammatica, in questo caso.

 

Nel 1961 l'Unione Sovietica, in piena corsa agli armamenti, vara un sottomarino nucleare non curandosi dei difetti di progettazione e realizzazione del vascello. Per il viaggio inaugurale viene scelto un comandante di lungo corso, affidabile e devoto alla causa dell'URSS. A bordo rimane anche il vecchio comandante, amato dalla ciurma; fra i due la tensione non tarderà a farsi sentire, fino al momento in cui il sottomarino, costruito in modo approssimativo, porterà un salatissimo conto da pagare.

 

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In cattedra salgono fin da subito i due comandanti, ben interpretati dal peso massimo Harrison Ford e da un Liam Neeson in grande spolvero. La Bigelow non fa mancare le sue pennellate di pathos e palpabile tensione fin dai primi momenti del film, detta i tempi in modo impeccabile senza far ricorso a trovate fuori luogo; anzi la forza del film è il basso profilo che si tiene per tutta la sua durata. In effetti gli unici momenti che stonano leggermente (ma appunto per un tono diverso, non per un buco di sceneggiatura) sono certi contrasti fra i due comandanti, forse per la non perfetta capacità di Harrison Ford di trasmettere quel classico modo algido che ci si aspetta dai comandanti sovietici; o magari è solo una falsa aspettativa dello spettatore, influenzato dagli stereotipi e dal faccione conosciuto di Harrison Indy Ford.
Nota a parte invece per alcuni momenti retorici forse evitabili, ma che nel complesso non sminuiscono il valore della pellicola.

 

Per tutta la durata del film si respira l'atmosfera tipica della guerra fredda, quando la politica dei blocchi contrapposti portava alla dogmatica e cieca fiducia, in ogni condizione, delle dottrine politiche del tempo. Ben riprodotto è quindi il rapporto di sudditanza che gli ufficiali della Marina Sovietica dovevano agli alti papaveri, così come l'infallibilità presunta di questi ultimi.

 

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Il film presenta un basso ritmo per tutto il tempo; anche i momenti in cui la tensione è massima, non c'è frenesia. Questo però non è un difetto, perchè evita la speculazione del pathos, e permette a chi assiste al film di calarsi con maggiore realismo nella situazione. E' insomma una tensione compassata; atipica, ma non negativa.

K-19 è un bel film, uno di quelli che non necessita di chissà quali effetti speciali (praticamente assenti, in effetti) per catturare l'attenzione di chi guarda. Non è un capolavoro, ma non mostra il fianco a nessuna critica in particolare. Da vedere, almeno una volta.

K-19 The Widowmaker, 2002.
Voto: 7

 

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