Un film del 2018 che amerete anche se non siete fan del disegnatore romano, perché si tratta di un adattamento cinematografico di un libro a fumetti intenso e divertente.

 

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Sul retro di copertina si legge: «Si chiama "profezia dell'armadillo" qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici e oggettivi, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli. Amen.» L’armadillo in questione è la coscienza critica di Michele Rech, ovvero del fumettista Zerocalcare.

In questo film si racconta in parte una generazione (Zerocalcalcare è classe ’83) e sullo sfondo c’è Roma, dal centro alla sua periferia e in particolare Rebibbia, il quartiere di Zerocalcare.
Nel film c’è la vita di Zero, c’è l’assenza di un vero lavoro e le divertenti chiacchierate con l’armadillo.
Anche se questa pellicola è una commedia, il film ruota anche intorno ad una perdita, quella di un amica, Camille, una compagna di scuola di origini francesi.
Ottima la scelta di avere il giovane Simone Liberati nei panni di Zero e Pietro Castellitto nei panni di Secco. Il figlio di Sergio e Margaret Mazzantini non vincerà mai un premio Oscar ma è davvero simpatico. Un amabile cialtrone.
La voce dell’armadillo è di Valerio Aprea, che forse non è famosissimo, ma se citiamo i benzinai/latinisti di Smetto Quando Voglio allora subito vi verrà in mente il talentuoso attore riccioluto.
Ma ci sono anche Laura Morante, Claudia Pandolfi, Kasia Smutniak, in ruoli secondari ma ben incasellati in un film che scorre davvero in modo piacevole verso un finale con un personaggio diverso rispetto all’inizio del film.

 

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Ciò che molti sognatori, artisti o semplicemente fragili pensatori moderni si chiedono è: quando è il caso di crescere e prendersi delle responsabilità? Ci dobbiamo piegare al sistema e entrare farne parte? Dobbiamo rincorrere i nostri sogni, assecondarli? Quando si è davvero vincenti?
Troppe domande che potrebbero entrare a pieno diritto in una conferenza o saggio di psicologi e sociologi, ma che questo film mi ha suggerito.
Non ci sono risposte giuste o sbagliate a tutti questi interrogativi, semplicemente perché ogni vita è un fumetto che disegniamo giorno dopo giorno.

 

La Profezia dell'Armadillo, 2018
Voto: 7-

 

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