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Smetto Quando Voglio - Ad Honorem

in Film
di Andrea Morsani
Creato: 08 Giugno 2018

Il terzo capitolo della saga sancisce il passaggio definitivo della saga dalla commedia al film d’azione, con risultati tutt’altro che memorabili.

 

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Si completa, finalmente, la trilogia di Smetto Quando Voglio, lasciando un senso di smarrimento nello spettatore ed un certo amaro in bocca. Siamo passati da un bellissimo e geniale primo capitolo, ad un seguito più di raccordo che dotato di una propria anima, ad un capitolo finale di cui non si sentiva la necessità. Smetto Quando Voglio - Ad Honorem segue sicuramente il filo conduttore della trama originale, ma pecca degli stessi difetti del secondo capitolo.

I personaggi principali sono ormai più che stereotipati (quello interpretato da Edoardo Leo stucca di meno, molto di più quello di Pietro Sermonti), gli innesti dell'avvocato e del napoletano sono ancora una volta più fastidiosi che altro, e le trovate sono ormai del genere "vale tutto". Ci sono sicuramente delle scenette divertenti, basate sulle solite macchiette dei personaggi secondari, ma tutto s'incentra sullo svolgersi di una serie di eventi che vorrebbero essere incalzanti ma che finiscono per essere solo semplicemente corretti nella linea temporale.

 

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L'unica cosa degna di nota è una sincera, forte critica all'ipocrisia, alla falsità ed al marciume che gravita intorno al mondo universitario italiano, inclusi politici, personaggi pubblici, ONG e quant'altro si possa mettere in mezzo. Resta comunque poco per un film che fa sorridere ma niente più, e che tradisce ancora una volta la qualità del capitolo originale.

I dialoghi sono su di un livello appena appena accettabile, a metà fra passaggi interessanti e commediola da banco. Abbastanza buono il comparto recitativo, con i soliti e quasi inutili avvocato e napoletano ad affossare il tutto, ma con un ormai trito Stefano Fresi sempre meno convincente nei panni del ciccione (ma che presenza scenica sul palco!) ed Edoardo Leo e Lorenzo Lavia sotto tono. Ottimi invece Neri Marcorè, Luigi Lo Cascio e gli altri della banda, solidi come sempre.

Buona, ancora una volta, la realizzazione tecnica; una volta di più l'utilizzo dei filtri è massiccio, specialmente nella prima parte del film e per differenziare gli sbalzi temporali. Inquadrature e tempi sono più che buoni, mentre si nota la mancanza di un vero comparto musicale, che nelle altre pellicole aveva aiutato nei momenti di buco.

Smetto Quando Voglio - Ad Honorem è una di quelle pellicole che viste una volta non le vedrete più. Fatevi pure catturare dalla curiosità di vederlo, ma non vi aspettate un granchè, se non la coda di una storia che poteva tranquillamente finire due film prima.

 

Smetto Quando Voglio - Ad Honorem, 2017

Voto: 6

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