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Gli Equilibristi

in Film
di Andrea Morsani
Creato: 28 Gennaio 2013

Il cinema italiano non e' piu' foriero di produzioni di alto spessore come un tempo, ma salutariamente si affacciano ancora nei nostri cinema pellicole degne di approfondimento. Gli Equilibristi parla di un tema che troppo spesso rimane nell'ombra: la condizione dei padri durante un divorzio.

 

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Valerio Mastrandrea impersona un padre di famiglia che in un contesto familiare gia' logoro ha una scappatella con una collega; la confessione dell'evento a sua moglie (Barbara Bobulova) portera' in breve tempo i due a lasciarsi. Da questo punto in poi per lui iniziera' un calvario: andra' via da casa, cercando di trovare una sistemazione per vivere mentre dovra' pagare gli alimenti alla moglie, ma i pochi soldi dello stipendio non gli consentiranno altro che sprofondare lentamente in un vortice che lo portera' a vivere come un disperato.

 

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Il grande merito di questo film e' di portare alla ribalta il problema oggettivo della sopravivvenza per i padri separati o divorziati. A prescindere dalle motivazioni che sono a monte della rottura, l'evento e' una vera scigura visto che in questi anni di crisi si trovano a dover pagare un'appartamento, o una stanza, le bollette, i costi di gestione classici, piu' gli alimenti ed eventuali extra per i figli. Numerose sono le persone che sono passate da una vita normale a rivestire i panni degli emarginati, costretti a vivere in camper, tende o macchine, a dover elemosinare un pasto alle mense caritatevoli o per lo meno campare sui favori degli amici.

Il film di per se non e' eccezionale: oltre al solito grandissimo Mastrandrea, gigantesco nella sua discesa agli inferi, passando da un comune marito della media borghesia ad un barbone in preda all'alcool e alla disperazione, non c'e' molto. Barbara Bobulova e' algida e asettica oltre ogni limite concepibile, sembra un robot privo di emozioni. Promettente, ma ancora molto acerba e poco credibile in determinate situazioni e la figlia, Rosabell Laurenti Sellers, che pecca nell'esagerare le espressioni drammatiche e sembra un pelo troppo sveglia.

 

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Il film ha toni pacati, maturi, e questo e' sinceramente apprezzabile; molto meno e' la scelta di un finale melenso, degno di una soap opera. "Smarmella", e' la parola che mi e' venuta in mente sui titoli di coda. Peccato, perche la regia di Ivano Di Matteo non e' stata male fino a buona parte del film.

In conclusione, mi sento di consigliare la visione di Gli Equilibristi a chiunque voglia vivere un film di vita vera, concedendogli preventivamente un po' di "margine", perche' qualche piccolo passaggio a vuoto c'e'. Ma fondamentalmente, resta un discreto lavoro.

 

Gli Equilibristi, 2012.

Voto: 7.