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I Love Radio Rock

in Film
di Andrea Morsani
Creato: 29 Febbraio 2016

Il film che spiega come tutto sia cominciato: la rivoluzione musicale, la liberta’ d’espressione, i podcast della Tana del Cobra.

 

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Siamo nella seconda meta’ degli anni ’60, ed il panorama musicale internazionale si sta velocemente arricchendo di gruppi e cantanti che faranno la storia della canzone; dai Rolling Stones ai Beatles, dal rock’n’roll americano al pop europeo, un‘ondata di cambiamento sta investendo il mondo... Con l’eccezione del rigido parlamento britannico.
La BBC trasmette solo poche ore di musica a settimana, e la liberta’ di espressione musicale viene osteggiata in ogni modo dal mondo politico che vede questi cambiamenti come una forma di decadenza della morale.
I Love Radio Rock narra le vicende, ispirate ad una storia vera, di una radio pirata che trasmette da una nave al largo delle coste inglesi e che sfida il governo.

 

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Ve lo dico subito: il film e’ davvero piacevole. Si ride, si sogghigna, si sogna (specialmente vero per chi come me ha fatto radio in uno studio vero), e soprattutto ci si immerge completamente nella realta’ scanzonata e caciarona che il regista Richard Curtis e’ abile a descrivere.
L’assurdo universo a se stante che si vive in una comune radio privata e’ qui portato all’estremo, dove un gruppo di egocentrici, scatenati e folli individui si trovano a dover vivere insieme 24 ore su 24, ogni santo giorno, in un ambiente ristretto come quello di una nave. Il tutto condito dalle influenze derivanti dal periodo di culto della liberta’ sessuale e dell’uso delle droghe. Potete facilmente immaginarvi il caos che ne puo’ derivare.

 

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Molta della riuscita del film si deve agli interpreti, davvero di spessore; su tutti svettano Philip Seymour Hoffman, Kenneth Branagh, Rhys Ifans, senza contare Nick Frost e Bill Nighty, memorabili qui quanto in Shaun of the Dead (conosciuto in Italia come L’Alba dei Morti Dementi).
Come detto la regia e’ abile a catturare i momenti piu’ ridicoli delle vicende personali e del periodo storico, calcando la mano sulle assurdita’ che caratterizzano le piccole emittenti radiofoniche. La stessa cura non e’ stata messa nelle transizioni all’interno della storia, tanto che alcune scene sembrano essere state tagliate con l’accetta e reincollate col Bostik; anche alcuni passaggi sembrano un po’ forzati ed estremamente caricaturali, ma tutto sommatio il risultato complessivo e’ molto buono.

 

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Non posso non consigliare I Love Radio Rock a tutti: a chi vuole passare una serata allegra, a chi ama la buona musica, e a chi vuole farsi una vaga idea del “dietro i microfoni” di una qualsiasi emittente radiofonica amatoriale.

 

I Love Radio Rock, 2009

Voto: 7.5

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