Non e' periodo. Sara' il caldo, sara' la sfiga, ma ultimamente mi capita di leggere e vedere solo vaccate. Sfortunatamente, After Life fa parte a pieno diritto di questa categoria.

 

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Allora.
C'e' questo posto, che e' una cittadina qualsiasi degli Stati Uniti; c'e' Christina Ricci che litiga senza motivo col suo tipo, Justing Long (un incrocio fra il cantante dei Red Hot Chilli Pepper, un pornoattore e una melanzana: un coso che ti ispira violenza solo a vederlo). Lei prende la macchina, guida di notte sotto la pioggia, fa un incidente perche' e' una cogliona che usa il cellulare al volante, e muore. A quel punto si sveglia sul tavolo dell'obitorio mentre Liam Neeson si accinge a sbrasarla per il funerale; solo che lei non ci vuole stare e dice che e' viva. Fine.

 

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Un massaggino alle tempie, si? Facciamo il trattamento occhi, si?

 

Ecco, il film e' tutto qua: uno si aspetta un colpo di scena, un salto sulla sedia, una rivelazione improvvisa; oppure una massima sulla vita, un ragionamento filosofico, e invece niente. Due palle cosi'. Cioe', un film che dopo dieci minuti ti chiedi dove vuole andare a parare e dopo trenta fra quando finisce. Non so se rendo.

Teoricamente ci sarebbe il fatto che Liam Neeson e' l'unico a vedere le anime dei cadaveri "sospesi", cioe' non ancora passati all'altro mondo, pero' lei sfascia le cose sul serio, a momenti lo accoltella. Poi c'e' Justin Bieber Long con la faccia credibile di una mucca che rumina, che e' convinto che lei sia viva e fa di tutto per irrompere nella camera mortuaria per verificare e NO! Liam Neeson non lo fa entrare (va bene che non e' un parente, ma che cazzo ti costa?). Il Justin Bieber Long di turno impazzisce, sbraita, strepita, poi arriva davanti alla porta e al primo rifiuto di farlo entrare prende e se ne va. No, dai, sul serio? E via cosi' per un'ora e mezza in cui sto cadavere continua ad aggirarsi in giro per la camera mortuaria a sfasciare le cose, a dire SONO VIVA, SONO VIVA e Liam Neeson NO SEI MORTA, SEI MORTA. Ma dai.

Ok, delle ragioni per apprezzare questo film ci sono:

  1. la tetta di Christina Ricci
  2. Christina Ricci sdraiata nuda sul tavolo della camera mortuaria (niente necrofili, grazie)
  3. Christina Ricci in una forma (fisica) memorabile
  4. l'altra tetta di Christina Ricci (oh, e' molto patata, che volete?)

 

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Christina la panterona

 

Comunque davvero. Un film che magari ha una idea di base, ma il film-mattone medio di Lars Von Trier ha dannatamente piu' ritmo. Due coglioni proprio.
La regia di Agnieszka Wojtowicz Vosloo e'... rivedibile? Dai, siamo buoni. C'e' che gli ambienti sono d'effetto, pero' certe trovate che dovrebbero - immagino - spaventare lasciano il tempo che trovano. C'e' una visione globale funerea della questione (e dai, passatemela), tutto negativo, cupo, triste. Agnie', e fattele due risate che magari domani ti svegli fredda!

 

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Liam Neeson inaugura la nuova stazione della Metropolitana

 

Vabbe', in conclusione questo After Life e' come vedere una tribuna politica fra PD e PDL, pero' senza litigate. Il nulla, e pure noioso.
Una figata spaziale.

 

After Life, 2009.
Voto: 4

 

ban49