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La Rai, il suo canone e le intollerabili comparsate

di Andrea Morsani
Creato: 15 Febbraio 2012

Lo so. Parlare oggi di canone Rai, poche ore dopo lo sproloquio di Celentano a Sanremo, e' un po' come sparare sulla Croce Rossa. Eppure, e' proprio in questi casi che il rodimento e' massimo e la rabbia sale a livelli che nemmeno nei film di Danny Boyle. Qualcuno mi spiega per quale dannato motivo io dovrei dare i miei sudati soldi alla Rai?

 

Facciamo un discorso ipotetico. Normalmente, un privato ti fornisce un servizio per il quale tu paghi, e ne usufruisci. Se il servizio e' scadente, tu non lo usi piu' e alla lunga il privato fallisce (giustamente). A volte, il servizio non e' fornito da privati, ma dal pubblico, dallo Stato, e per usufruirne comunque paghi un tot, solitamente inferiore a quello del privato. A volte questo servizio statale copre settori o ambiti nei quali chi fornisce il servizio va sicuramente in perdita ma assicura la copertura di settori altrimenti ignorati (tipo le ferrovie che collegano luoghi isolati e con carrozze mezze vuote, o la sovvenzione di enti culturali). Anche in questi casi si paga un tot, e anche se non si usufruisce di quel servizio, comunque quei soldi servono a qualcosa di concreto.
Poi c'e' la realta' italiana, sulla quale non voglio stare qui a dilungarmi (dai, qualcuno davvero non sa in che paese viviamo?). Piuttosto, vorrei parlare di quell'inutile baraccone, ripostiglio di fuffa, albergo di nullafacenti che e' la Rai (si, TU che stai leggendo, sai che non puoi darmi torto).

Allora. La Rai e' quel coso che, spacciato per servizio pubblico (una volta lo era, giuro), nella sua programmazione presenta pressoche' esclusivamente:

  • Show serali dove famosi (?) personaggi passano il loro tempo a prendere il sole su un'isola tropicale o a danzare con qualche ballerina gnocca
  • Giochi a premi (si parla di migliaia di euro) dove la bravura si riduce al sapere i colori della maglietta dell'Inter (e c'e' chi sbaglia) - copiati dai canali privati
  • Talent show con giurie strapagate - copiati dai canali privati
  • Trasmissioni sportive con commentatori tristi, riprese tristi fatte da operatori tristi gestite da registi tristi, che mixano effetti video molto, molto tristi
  • Telegiornali in mano ai partiti politici, inguardabili sia nel contenuto (filmati presi da youtube e servizi su notizie manipolate o inventate di sana pianta) che nella forma (ma davvero pensate che 2 minuti di servizio su un pinguino che fa ciao ciao con la manina possa interessare qualcuno?)
  • Programmi contenitore per riempire le mattine o i pomeriggi con opinionisti di dubbio spessore culturale e tematiche che nemmeno Cioe' nei ruggenti anni '80

Si salvano, a volte anche con onore, alcuni approfondimenti di Raitre (Report e Presa Diretta, credo basta), i due spazi dedicati ai documentari della famiglia Angela&Angela, e qualche film sui canali tematici. Poco, troppo poco per chiedermi dei soldi. Ma, come se non bastasse, devo anche sentirmi un vecchio ipocrita che investito di non-si-sa'-quale-autorita' si mette a pontificare su cosa i giornali cattolici debbano o non debbano scrivere. Lui. Un cantante. Uno che per fare un'apparizione a Sanremo si prende una cifra variabile (ma dico, stiamo scherzando?) e che sembrerebbe poter raggiungere anche 800000 (ottocentomila) euro.

 

 

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Il maniaco sessuale e l'ipocrita gestiscono il gerontocomio di Sanremo 2012

 

Ok, Celentano DOPO le polemiche ha detto che devolvera' il suo ingaggio a favore di famiglie bisognose e di Emergency (un'ente no-profit AFFATTO schierato politicamente), ma resta il fatto che non capisco per quale motivo i miei soldi debbano andare buttati in un carrozzone dove ci sono dei vecchi rimasti agli anni 60-70 che sparano stronzate (simpatica la precisazione fornita dall'Avvenire), ad ingrassare portafogli di gente che si spaccia per benefattori o (nel migliore dei casi), di "vip" che hanno perso (o non hanno mai avuto) notorieta' e cercano di rilanciarsi - vedi L'Isola dei Famosi o La Talpa, luoghi ricchi di tristezze infinite e gnocche che l'hanno data a chi serve (ma a me no, dannazione).

Ma le tristezze non finiscono qui: a fine Gennaio uno special di Porta a Porta voleva dimostrare quanto sia bello, utile e sessualmente appagante pagare il canone. Fatta salva la voce autorevole di Piero Angela, la congrega di tristezze fra cui spiccavano Milly Carlucci, Carlo Conti e Antonella Clerici e' riuscita ad inanellare una serie di luoghi comuni e di falsita' che nemmeno il peggior imbonitore di stivali da neve a Tripoli (se volete flagellarvi i coglioni, questo e' il link della replica).

 

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E' un piacere sapere che Vieri ha preso 1 milione di euro per farci vedere quanto e' bravo a ballare

 

Per me un servizio pubblico televisivo dovrebbe essere indirizzato alla crescita culturale dello spettatore, all'arricchimento della conoscenza e del bagaglio personale. Vedo bene documentari, approfondimenti giornalistici, trasmissioni sportive che parlino di tutti quegli sport che non hanno la copertura del calcio. E poi certo, anche momenti di svago e leggerezza; ma senza gettare i soldi dal cesso, senza ballerine pressoche' ignude a dimenare culo e tette, senza andare a cercare il peggio del peggio per fare ascolto.

 

Il servizio pubblico televisivo deve arricchire i cittadini, non sostenere modelli immorali o sfarzosi. Fino a che la Rai rimarra' questa merda condita alle cipolle, il canone non deve essere pagato.
Altro che evasione fiscale.