A sinistra hanno perso completamente la ragione: ormai sono determinati a zittire in ogni modo chi non la pensa come loro. A tutti i costi.

 

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Tutti abbiamo sentito della decisione del Salone del Libro di Torino di allontanare la casa editrice Altaforte, vicina a Casapound e che ha pubblicato una serie di libri, fra cui uno su Salvini. Si tratta dell'ennesimo atto mirato a impedire di parlare ai loro bersagli, a chi hanno definito nemici. Questo modo di fare e' sempre piu' esplicito, plateale e arrogante, e sta facendo proseliti anche fra i Cinque Stelle.

A vedere certi comportamenti, certi slogan, certi discorsi, mi sembra di essere tornato nel pieno degli anni ’70; anni terribili per la loro connotazione di scontri violenti, di lotta armata, di tutti contro tutti. A sinistra hanno rispolverato da tempo l’ascia di guerra, sotterrata in qualche modo dopo il caso Moro, ed ora sono pronti ad usarla, se non la stanno gia’ usando.

 

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Negli ultimi 2-3 anni, soprattutto da quando l’entourage di Renzi ha fatto la sua comparsa sul panorama politico, uno dei principali temi da quel lato del parlamento e’ il cosiddetto “pericolo fascista”. Un coro che si alza a svegliare le coscienze, secondo loro, contro il ritorno di una dittatura di destra.
Ora, se vogliamo semplicemente parlare di numeri, alle scorse elezioni Casapound e Forza Nuova insieme hanno ottenuto appena qualcosa in piu dell’1%; a voler accomunare forzatamente anche Fratelli d’Italia alle due formazioni citate, non raggiungiamo il 6%. Stiamo parlando del nulla. Eppure a sinistra si strepita e si urla. Perche’?

I motivi sono fondamentalmente due.
Il primo e’ semplice, lineare e chiaramente individuabile da chiunque utilizzi un minimo le proprie cellule neurali: i leader della sinistra non hanno assolutamente nessun argomento, nessuna proposta sensata da fare al proprio elettorato. Lateralmente al tentare di costruirsi una nuova base elettorale facendo arrivare valanghe di immigrati (ci sara’ da ridere quando i partiti di stampo islamico diventeranno una vera forza politica), ora tentano di accalappiare i meno svegli sventolando vessili e inventando falsi problemi. E tanti allocchi abboccano.

Questo ci porta al secondo motivo: praticamente tutti gli elettori italiani rimasti a sinistra sono talmente condizionati mentalmente da credere sul serio che ci sia un pericolo fascismo in Italia; pericolo fascista che a tutt’oggi non ho ancora ben chiaro in cosa consiste. Se stiamo parlando delle leggi razziali o della repressione nei confronti degli oppositori se ne puo’ discutere analizzando anche il contesto storico; ma sono cose di 80 anni fa: a oggi queste paure non hanno ragione di esistere.
Fatto sta che gran parte di questa massa di boccaloni e’ animata da ostilita’, incapacita’ di dialogo e analisi, addirittura violenza gratuita, verbale o fisica che sia.

 

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Sono nella mente di tutti le immagini delle citta’ devastate dai manifestanti di sinistra; una volta contro gli Stati Uniti, una volta contro Berlusconi, una volta contro quello, una volta contro questo; che sia il G8 o una manifestazione della Lega poco importa: tutte le scuse sono buone per incendiare auto e danneggiare negozi e semafori, provocare la Polizia e lanciare sassi e bastoni, salvo poi gridare alla violenza di chi usa manganelli e lacrimogeni. Ma anche senza arrivare a tanto, chi non ricorda l’auto di Salvini a cui fu distrutto il parabrezza a Bologna appena due anni fa, costringendolo ad allontanarsi di gran carriera? O la famosa statuina tirata contro Berlusconi, che subi’ una profonda ferita?

Attenzione: non focalizziamoci sulle qualita’ positive o negative di chi viene attaccato; il punto e’ che il modus operandi standard dei militanti di sinistra e’ di dileggiare, di urlare impedendo di parlare, ed infine di alzare le mani. E’ una sequenza classica di comportamenti tipica di questa gente, incapace di mettersi in discussione, di confrontarsi con chi abbia un’idea differente. Guardiamo il loro atteggiamento da sempre nei confronti degli elettori del Movimento 5 Stelle: dipinti come idioti, incapaci e creduloni, vedono in loro il proprio autoritratto.

 

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I fatti di questi giorni stanno ulteriormente alzando la tensione, oltre che a mettere a nudo le assurdita’ e le ipocrisie della sinistra. Mettere al bando una casa editrice di destra dal Salone del Libro di Torino ed al tempo stesso consentire nello stesso posto la diffusione dei libri di quel bandito riconosciuto che e’ Cesare Battisti e’ pazzesco. E come se non bastasse, quasi tutti i mezzi di informazione trattano la cosa come fosse giusto e normale; ed i piu’ ben sanno come siano di parte giornali e televisioni in Italia.

Per i militanti di sinistra (o “sinistri”, come vengono ironicamente chiamati) non c’e’ possibilita’ di sbagliarsi o semplicemente di pensarla diversamente: e allora chi non e’ d’accordo nell’accogliere la massa migratoria africana ed asiatica senza muover ciglio diventa automaticamente un razzista xenofobo; chi ritiene ridicoli e fuori luogo gli atteggiamenti lascivi e pagliacceschi tipici dei gay pride diventa un omofomo; chi crede nella religione cattolica (e solo in quella) e’ un bigotto retrogrado. E mentre loro mettono all'indice chi secondo loro fomenta odio, sono i primi a provocare o a incitare ad azioni violente.

 

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Tutto questo non fa che inasprire i toni ed innalzare quella tensione sociale che sta montando in modo sempre piu’ esplicito giorno dopo giorno. Quii il problema non sono le ideologie, ma gli assolutismi e le ovvie reazioni contrarie che ad un assolutismo (falsamente) morale si innescano. A questo costante tentativo di zittire cio’ che viene visto come il nemico, ai constanti insulti, alle violenze, presto o tardi qualcuno reagira’ in modo ancora piu’ pesante. Se si pensa che sia normale e lecito dare alle fiamme le librerie o le sedi che fanno riferimento a Casapound o Forza Nuova, presto o tardi da destra reagiranno in modo forse anche piu’ duro; se si pensa che si possa attaccare la Polizia impunemente, prima o poi succereda’ qualcosa di grave. O meglio, succedera’ DI NUOVO: e’ successo con il malvivente ucciso dal Carabiniere Placanica al G8 di Genova, quel Carlo Giuliani a cui la sinistra parlamentare ha avuto l’indegna, inqualificabile idea di intitolare una sala della Camera; e’ successo con il maceratese Traini, deciso a farsi giustizia da solo nei confronti di quegli immigrati che portano ulteriore criminalita’ e corruzione morale in Italia.

 

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Intanto, questo atteggiamento anti-democratico guadagna terreno; anche la Raggi e la Appendino hanno sposato la causa, e all'interno del M5S una certa parte del movimento sposa questo modo di agire intollerante. Quella sinistra che si professa pacifista e democratica, inclusiva e dialogante, e’ rappresentanza di quanti sono esattamente l’opposto: il peggio di quanto possa esprimere il nostro paese, e che non e’ stata fermata finora per il solo timore di passare per fascisti - appunto.

 

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