“La nuova Costituzione risponde a circostanze storiche e a condizioni economiche e sociali che sono cambiate con il passare del tempo” ha affermato il Presidente cubano Miguel Díaz-Canel.

 

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Votata a furor di popolo con ben il 96,8% di Si e il 73,3% di affluenza degli aventi diritto di voto, la nuova costituzione di Cuba è ufficialmente realtà. La Carta fondamentale di Cuba fu approvata nel 1976, ed è stata successivamente emendata più volte, l’ultima nel 2002.

Questo cambiamento nasce da un bisogno di ammodernamento a fronte di mutate situazioni economiche e sociali, ma non a scapito delle proprie origini. Come vedremo, vengono infatti apportati cambiamenti importanti, ma che non toccano in maniera importante il “cuore” del microclima Cubano: il partito comunista.

La nuova Costituzione è il risultato di un iter lungo e complesso, che porta all’introduzione di 87 nuovi articoli. Questi sono stati sviluppati anche nel dialogo con migliaia di assemblee cittadine, che in più di un caso hanno fatto fare marcia indietro a proposte del governo. Non mancano tuttavia voci secondo le quali queste “volontà del popolo” siano state decise a tavolino nel partito, o comunque influenzate.

Quali sono dunque i punti principali attorno ai quali vertono i cambiamenti? Vediamoli insieme.

 

  1. L'introduzione della proprietà privata (come vedremo in maniera limitata). In realtà già nel 2010 alcune spinte riformatrici dell’ex presidente Raul Castro avevano portato a una prima apertura al lavoro privato, ad oggi il 13% dei lavori è infatti di natura privata. La pianificazione economica tuttavia continuerà a costituire la componente fondamentale nella direzione dello sviluppo. Si ribadisce la proprietà statale del suolo e del sottosuolo, delle risorse strategiche, la titolarità esclusiva in tema di organizzazione sociopolitica, difesa, moneta, giustizia, commercio interno ed estero, salute, istruzione, cultura e sistema bancario. La nuova Costituzione prevede sette tipi diversi di proprietà: statale, cooperativa, sociale, privata, mista, di istituzioni associative e personale. Lo Stato regola e controlla il modo in cui esse contribuiscono allo sviluppo economico e sociale.
  2. Viene reintrodotta la carica del Primo Ministro.
  3. Introduzione del limite di due mandati consecutivi per il Presidente con limiti minimi e massimi di età.
  4. Restaurazione della presunzione di innocenza.
  5. Viene inserito nella Costituzione il concetto di unione volontaria di due persone, non più tra uomo e donna, aprendo la strada ai matrimoni dello stesso sesso. Questo ovviamente non ha mancato di scatenare il malcontento della Chiesa cubana, acuito dal riconoscimento della laicità dello stato e l’assenza di una religione di stato.

 

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Come possiamo osservare sono introdotti dei notevoli cambiamenti, sopratutto dal punto di vista economico. Tuttavia le interazioni con gli investitori stranieri potranno essere limitati dal tutt’oggi perdurante embargo degli Stati Uniti, retaggio della Guerra Fredda. Questo limiterà tantissimo gli investitori che fanno affari con gli U.S.A., o che intendono farne, da investire a Cuba. Tuttavia, a mio parere, è indubbio che questa evoluzione sia necessaria, anche a fronte della recente difficoltà del Venezuela, da sempre storico partner commerciale di Cuba. Solo il tempo ci mostrerà se questi cambiamenti saranno in grado di far prosperare Cuba e la sua gente; certo è che il rinnovarsi è l’unica via disponibile per andare avanti, in particolar modo nella delicata situazione geopolitica in cui questo paese versa da decenni ormai.

 

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