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La libertà di espressione a senso unico

di Il Marchese Boreale
Creato: 13 Giugno 2018

Per la sinistra la censura è sempre da condannare, tranne quando è usata a proprio vantaggio. L'ennesima dimostrazione l'abbiamo avuta con i recenti avvenimenti di Roma.

 

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Lo sappiamo bene: l'onestà intellettuale non è fra i cromosomi dei supporter del PD e delle altre formazioni di sinistra. Di casi di ipocrisia se ne contano a bizzeffe, ma oggi vorrei puntare l'attenzione su quanto è successo nelle scorse settimane a Roma dove ci si è scandalizzati per la rimozione di un murales ma si è cercata la censura per un manifesto anti-aborto.

Ve la ricordate la storia del murales raffigurante Di Maio e Salvini che disgustosamente si baciavano in bocca affiancati dalla Meloni con un bambino immigrato in braccio, rappresentando in maniera evidentemente faziosa l'alleanza che si stava formando? Un'alleanza figlia di anni di soprusi ed illogicità pagate dal popolo italiano, ma evidentemente sgradita ai frequentatori di centri sociali e salotti buoni? Apparso nei pressi di Montecitorio nei giorni delle consultazioni di Mattarella, era opera delle frangie del solito pensiero unico dove tutto quello che non è "di sinistra" è il male assoluto. Rimosso nelle ore successive, il popolo radical chic ha chiesto conto a gran voce di quella che era ai loro occhi "censura". Nulla importava del fatto che si trattasse di un muro di un palazzo privato e che si ritraessero direttamente e chiaramente persone che potevano sentirsi offese, oggetti di scherno o di potenziali offese.

 

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Saltiamo in avanti di qualche settimana. A Roma appaiono dei manifesti pro-vita su spazi appositamente e legittimamente designati e pagati; manifesti che esprimono in modo civile idee, concetti, che propongono una visione sul tema dell'aborto. E cosa succede? Gli stessi che in precedenza avevano gridato allo scandalo ora si gettano contro un'idea che non condividono, chiedendo l'immediata rimozione dei manifesti che in due diverse occasioni erano stati affissi, ed ottenendola facendo pressione sull'impalpabile ed inutile Sindaco di Roma, quella Virginia Raggi che dimostra una volta di più la sua completa intettitudine ed il suo appiattimento su posizioni femministe.

 

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Chi vi scrive non ha una posizione personale in merito all'aborto, e neppure mi sento vicino ai Pro-Vita; per me ogni estremismo è da condannare, Ma al tempo stesso non tollero questo voler imbavagliare chi non la pensa come loro: il mantra di coloro che si definiscono democratici, progressisti, quelli che sono aperti ed inclusivi. Ipocriti, ecco cosa siete: falsi, meschini, ed ipocriti. Il vostro è uno stile; quello di insultare, di schernire, di caricarvi l'un l'altro raccontandovi cazzate, identificando un nemico (che spesso nemmeno esiste) pur di trovare un senso al vostro vuoto. Perchè di ragionare di vostro proprio non se ne parla; di ascoltare chi la pensa in modo differente non ne parliamo. Peccato, perchè è proprio ascoltando gli altri che si capiscono i propri errori ed i propri limiti, e fermo restando che ognuno è libero di restare delle proprie opinioni, senza confronto non c'è crescita. Ma voi non volete crescere, volete ergervi a moralisti degli anni 2000.

O sbaglio?