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Abbiamo davvero bisogno della televisione?

di Andrea Morsani
Creato: 23 Settembre 2005

Sono nato a metà degli anni ‘70, ed ho vissuto in pieno l'età' d'oro delle televisioni locali e private.

Ricordo ancora le televisioni in bianco e nero, le trasmissioni che finivano prima di mezzanotte per ricominciare a ora di pranzo, e poi l'avvento delle piccole televisioni locali (che all'epoca producevano trasmissioni anche interessanti, invece delle televendite e dei programmi di calcio che monopolizzano i loro attuali palinsesti), fino ad arrivare all'inaugurazione di Italia 1, il primo canale di proprietà del nano pelato, che già allora non mi fece una grande impressione nemmeno nelle vesti di presentatore (sarà stata lungimiranza, ma quel tizio che straparlava e si vantava mi dava l'idea del coglione).

Sono cresciuto a cartoni animati giapponesi, quei cosi violenti, a detta dei genitori moralisti, e che invece a me hanno trasmesso il valore del sacrificio per raggiungere uno scopo, della giustizia e del lavoro di squadra; sono cresciuto a telefilm, di qualità forse non eccelsa, ma per lo meno studiati e ragionati (come non citare Star Trek, Hill Street, Starsky e Hutch) oppure sanamente divertenti (come i Chips e Hazzard). Sarà che da piccolo non mi facevano vedere i miei amici e che ero figlio unico, ma passavo davanti alla tivvu' (come la chiamavamo noi bimbi) la maggior parte della giornata, insieme con la Lego e i soldatini.
Poi sono arrivati i film, i primi documentari di Quark, i primi quiz (che erano meno idioti e più ingenui di ora, nei quali si vinceva la scatola del gioco da tavolo del quiz o, in quelli più ricchi, qualche centinaio di migliaia di lire) e le prime trasmissioni sportive...

E poi la storia la conosciamo tutti. Il duopolio Rai e Mediaset, la distruzione programmata di due fantastiche emittenti come Telemontecarlo (ora La7, che se la cavicchia) e Videomusic (altro che MTV, quella era classe), le prime emittenti satellitari, la pay per view, il monopolio di Sky e ora la buffonata del digitale terrestre.
Oggi la situazione e' questa: sui canali in chiaro, di libero accesso, viene trasmessa quasi solo immondizia, mentre sui canali a pagamento vengono passati film, eventi sportivi e documentari. Insomma, per gli stessi servizi oggi si paga. Un paio di anni fa decisi di fare l'abbonamento a Telepiu' per i film, e l'offerta era molto valida; film di buona qualità e ad orari variabili, eventi sportivi compresi nel pacchetto "medio" e documentari, più altri canali accessori... il tutto ad un prezzo non basso, ma ancora accettabile, vista la qualità del servizio offerto. Oggi con Sky sembra di vedere una vecchia Italia 1 a pagamento, con calcio, reality show e film di cassetta che occupano tutto il palinsesto. Insomma, che senso ha mantenere un abbonamento, quando oltretutto Sky ha imposto il suo monopolio a dispetto delle leggi che il governo non ha fatto rispettare, quando ha blindato il mercato a discapito degli utenti, che sono trattati da poveri stupidi e non hanno alcun diritto? Che senso ha il digitale terrestre, che e' in realtà una forma diversa di pay per view con gli stessi contenuti, calcio e film di cassetta?

Che senso ha oggi vedere la televisione?Il quadro e' disarmante. Non ci sono alternative per chi non e' massa o pecora, se non quella di trovare altre forme di intrattenimento casalingo. E allora eccomi riscoprire i videogiochi, da troppo tempo accantonati, trovare più tempo per leggere e sistemare la casa... fino a poltrire nel dolce far nulla.

Siamo noi a decidere l'importanza delle cose, anche nelle piccolezze, anche del destinare il tempo a qualcosa piuttosto che a qualcos'altro. E secondo me la televisione ha sempre meno motivazioni per essere vista, per prendere il mio tempo. Se rimangono ancora i telegiornali e qualche trasmissione di approfondimento ("Otto e mezzo" e "La grande storia" su tutti), il resto e' robaccia. I film li posso affittare o scaricare da internet, lo sport e' meglio farlo che guardarlo, e salvo un paio di cose, il resto e' tutto superfluo.
Provate a fare una cosa diversa dal solito: invece di seguire l'abitudine, tenete spenta la tv per un paio di giorni. Pensate davvero che sentirete il reale bisogno di accenderla?