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Un Movimento che si dà la zappa sui piedi

di Il Marchese Boreale
Creato: 05 Gennaio 2017

Tra mosse false, dichiarazioni improbabili e attacchi mirati, il Movimento 5 Stelle non sta passando un momento facile.

 

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L’organizzazione messa in piedi da Beppe Grillo, Gianroberto e Davide Casaleggio è sotto l’occhio del ciclone da quando sta seriamente minacciando di far deflagrare un sistema politico ed amministrativo consociativo legato a comportamenti negativi come lo sfruttamento delle conoscenze dirette, i favori personali ed al guadagno indebito; comportamenti che nei decenni si sono incancreniti, radicandosi in ogni ganglio della società civile italiana.
I consensi per il M5S sembrano essere costantemente in ascesa, nonostante i numerosi errori e le innumerevoli dichiarazioni fuori luogo dei sui esponenti; ma fino a quando gli elettori continueranno a dar credito?

Nel corso degli anni, la durezza dei messaggi espressi dal M5S si è ammorbidita; ed è un bene che il movimento, sebbene fermo sui suoi principi, abbia capito che non si può coinvolgere la popolazione a colpi di slogan urlati. Eppure, puntualmente, certe affermazioni e certi comportamenti dei suoi esponenti fanno cadere le braccia ai loro simpatizzanti.
Non parlerò della giunta Raggi, che merita un approfondimento a se stante; di certo, se ha fatto cose buone in questi mesi non se ne e’ accorto nessuno. Il silenzio che proviene dal Campidoglio è interrotto solo dalle comunicazioni inerenti dimissioni e reintegrazioni dei consiglieri capitolini. Lo stesso dicasi per la Appendino: il nuovo sindaco di Torino sta governando bene, a detta di vari giornalisti polici, ma è davvero problematico capire cosa abbia fatto finora.
Ci sono poi le infelici, ricorrenti uscite: quelle di Beppe Grillo che mensilmente ci ricorda come ci sia differenza fra dire una cosa in un comizio elettorale e dire la stessa cosa a giornali e televisioni; quelle degli altri esponenti, come Di Battista con il suo “bisogna dialogare con i terroristi”... e potrei continuare.

La crociata del M5S contro i mezzi di informazione è una battaglia il cui esito è ancora non interpretabile; quello che è evidente è che se da un lato molti organi di stampa e determinati giornalisti non perdono occasione per attaccare il movimento, dall’altro lo stesso ama prestare il fianco a critiche ed accuse evitabili se solo si stesse più attenti a ciò che si dice, e a come lo si dice.

Volete un esempio? L’altro ieri Grillo invoca una giuria popolare per valutare quali testate giornalistiche pubblichino notizie false; succede il finimondo, con una tempesta di reazioni contro il comico-leader. Si grida alla restaurazione del fascismo, o alla finta democrazia dei Soviet; addirittura Mentana, direttore del TG di La7, minaccia una querela ritirata ieri dopo una correzione in corsa (un parziale dietro-front) del M5S. Questa storia l’avete sicuramente sentita tutti; ma chi ha letto il post dove Grillo fa questa affermazione? Invito tutti a leggerlo, e poi a ragionare con me.

 

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Primo: si è esagerato? Si, si è esagerato come al solito. E’ palese come Grillo non stia proponendo una legge, ma stia lanciando la sua solita bomba atta a far rumore e a null’altro. Letta nel suo contesto, a me la sua affermazione lascia semplicemente indifferente: si tratta palesemente di una estremizzazione (come la mia voglia di montare dei lanciamissili quando guido la mia automobile nel traffico di Roma, per intenderci). E a dirla tutta, a vedere certi telegiornali e certi programmi, il dubbio che Beppe Grillo stia semplicemente affermando l'evidente, beh, viene. L'estrapolare una frase e costruirci castelli sopra, poi, è indiscutibilimente una prerogativa di una certa stampa innegabilmente di parte. E qui veniamo al secondo punto.
Secondo: c’è stata malafede da parte dei giornali? Con l’esclusione di alcune voci singole (Giannino e Mentana per esempio, persone di comprovata integrità morale), si, ce n’è stata parecchia. Basta vedere quanto siano già normalmente faziosi certi giornali, telegiornali o trasmissioni televisive per rendersi conto che da loro non può venire nulla di oggettivo, nessun tipo di informazione affidabile, soprattutto in queste situazioni.
Terzo: Grillo se la poteva risparmiare? Diamine, se se la poteva risparmiare! Questo suo modo di fare fa male al M5S, ed in più occasioni si è avuta la prova provata che le sue sparate eccessive allontanano gli elettori non militanti. Se è vero che la maggior parte di chi vota M5S ragiona di suo e non si ferma ad usare concetti o slogan di altri, è anche vero che ogni colpo mina la credibilità del movimento, e chi è dubbioso non viene motivato a scegliere di barrare la casella bianca e gialla una volta in cabina elettorale.

Ci sarebbe un quarto punto, da aggiungere. A ridosso di capodanno, Antonio Pitruzzella, il presidente dell’Antitrust, organo dello stato, ha affermato come ci sarebbe bisogno di una emanazione statale per cancellare da internet le cosiddette “bufale”, ossia le notizie false, lasciando aperta la porta ad un governo padrone di controllare totalmente l’informazione praticamente censurando ogni notizia scomoda online e continuando ad usare i canali Rai per i propri scopi come accade già adesso. Insomma, questa proposta scandalosa è passata sotto silenzio, e la reazione di Grillo è stata messa sotto fuoco incrociato. Non so se sia un trappolone, ma di certo non è una coincidenza; e il fatto che nessuno abbia approfondito una proposta così grave, così smaccatamente surreale è non solo incredibile, ma estremamente pericoloso per il mantenimento della democrazia.

Ma torniamo al tema principale. Il Movimento 5 Stelle non ha mai brillato in quanto a comunicazione. Agli esordi, si esortava chi volesse conoscere di più il movimento a visitare il sito web; questa è rimasta la linea per molti anni, linea che ha colpevolmente ignorato chi ha poca dimestichezza con il computer, chi non ha tempo o voglia di andare a spulciarsi le notizie sul sito istituzionale, chi semplicemente è abituato a vedere in televisione i vari politici e su quelli che vede basa il suo voto. Una larga fetta di persone sono state estromesse dalle informazioni del M5S, lasciando che le altre forze politiche potessero attaccare il movimento indisturbate. Non andare in televisione è stato un errore che è costato caro, e la retromarcia fatta ha concesso, fra le altre cose, di vincere la passata tornata delle elezioni amministrative (oltre al "dettaglio" che i partiti tradizionali siano improponibili). Ancora oggi, le comparsate sono poche e delegate ai pochi che hanno la capacità di affrontare un dibattito in campo ostile; la stessa Virginia Raggi ha rimediato una serie di pessime figure quando è stata costretta ad improvvisare su cose che non fossero il compitino preparato.

 

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Il Movimento 5 Stelle sconta il fatto di essere un movimento di brave persone, ma improvvisati della politica. Sebbene alcuni elementi di spicco stiano pian pianino emergendo (vedi Di Maio, Di Battista, Toninelli), manca il modo di sapersi approcciare a telecamere e microfoni (e talvolta anche ad una platea). Manca una preparazione di base che non è necessariamente politica, quanto di intelligenza, di scaltrezza, financo di buon senso: che dire dei continui scontri interni al movimento fra i vari elementi più o meno conosciuti? Manca un'organicità nelle affermazioni pubbliche e una gestione interna oculata su come "lavare i panni sporchi in famiglia", e questo è fortemente deleterio.

A volerla dire tutta, il M5S è ancora un movimento immaturo, formato da anime diverse per estrazione, pensiero e qualità. Basti pensare che su temi fondamentali della vita di noi cittadini comuni, quali sono quello della sicurezza, dell’immigrazione e anche della politica europea ed estera in generale, al di là delle affermazioni di Grillo, il movimento non ha ancora preso chiare, decise posizioni di riferimento; e che dopo l'eccessiva rigidità che ha portato ad intutili espulsioni eccellenti (Pizzarotti su tutti), finalmente il contatto con il potere sta chiarendo internamente che nella vita vera non è possibile essere gli intransigenti duri e puri in ogni occasione (si veda il recentissimo dietro-front sugli avvisi di garanzia per i propri eletti).
C'è poi il dubbio su quanto il M5S sia veramente pronto a governare; servono numerose persone per ricoprire i vari incarichi di governo (contanto sottosegretari e quant'altro, parliamo di 400 unità) e visti certi esponenti eletti in parlamento tra le fila grilline, ci si chiede se siano veramente all'altezza. Poi, volendo, ci si sofferma a pensare a quanta gentaglia è stata messa in posti di comando dai soliti partiti negli ultimi decenni, e il dubbio si trasforma in rassegnazione grazie al mantra, in cui occorre credere, che per lo meno loro sono gente onesta.

Se il Movimento 5 Stelle sembra essere l’unica alternativa ad un panorama politico italiano devastato da corruzione e lobby, è anche vero che al suo interno deve lavorare parecchio, e rapidamente, per potersi rendere presentabile fino in fondo, per poter guidare l'Italia con la visione di serietà e onestà che molti italiani si auspicano.

E speriamo che lo faccia.

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