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Ai City - La Notte dei Cloni

di Andrea Morsani
Creato: 08 Maggio 2005

Il mio amico Emiliano, qualche giorno fa, ha usato una espressione molto calzante parlando di una serie televisiva in onda su satellite: “non capisco dove vogliano arrivare”. Ecco, dopo la visione di Ai City - La Notte dei Cloni ho pensato la stessa cosa.

 

20050508 aicity

Il film inizia con un inseguimento, dove un investigatore privato a bordo di un taxi si trova sotto l’attacco di un gruppo di motociclisti. Il guidatore e la giovane figlia difendono il veicolo e il passeggero a colpi di poteri psionici in una città che sembra disabitata e che comunque resta a guardare. La boss dei motociclisti, dotata di poteri mentali anch’essa, viene sconfitta, con la conseguenza di perdere la memoria (e di allearsi al gruppo). Nel dipanarsi della storia, i quattro affronteranno altri nemici, verranno a conoscenza di strani esperimenti, fino alla scoperta di una “biocontaminazione” che porterà allo scontro finale contro Il Polimero (giuro, si chiama così).

Ora, a prescindere dai tratti tipicamente ottanteschi (passatemi la licenza poetica), definiti ma al tempo stesso chiaramente fatti al risparmio (mi hanno fatto venire in mente Robotech, che recensimmo tempo addietro), a prescindere dalle musiche, che mi hanno lasciato indifferenti, dalle atmosfere, ottime fin quando si è trattato di rappresentare una cupa città post-qualcosa, scadenti nelle altre occasioni; a prescindere da tutto, la trama è un grosso punto interrogativo. Mi spiego: ci sono palesemente alcune buone idee, sfruttate in un modo che non riesco a decifrare. Ha l’autore voluto dire qualcosa di particolare? C’è un messaggio nascosto, oltre il palese uomo-manipolatore-della-natura? I salti da una scena all’altra sono come dovrebbero essere o i disegnatori hanno tagliato qualche pezzo? La traduzione è approssimativa o i dialoghi sono davvero privi di spessore? Insomma, è tutto molto confuso, sotto uno standard qualitativo valido.

Capiamoci, non siamo di fronte ad un prodotto da scartare a priori, che attacca pulci, peste e bubboni: ha le sue cose buone (poche, a dire il vero), soprattutto su alcune idee e sulla costante sensazione opprimente che fa calare lo spettatore nell’ambiente. I personaggi non sono, per una volta, stereotipati, e nel contesto di un film d’azione sono sufficientemente sviluppati: sebbene non siano degni di una recitazione da oscar i loro comportamenti sono personalizzati e caratteristici.

Ai City non spicca, non esalta, ma una volta può essere visto... perlomeno sapendo a cosa si va incontro. E’ un film di quelli che possono essere visti per riempire un buco di due ore, magari in compagnia di qualche amico per sbeffeggiare i protagonisti e, soprattutto, Il Polimero (vi prego!).

 

Ai City - La Notte dei Cloni, 1986

Voto: 5