Avatar è divertente, colorato, gioioso e scanzonato, ma con una costatne crescita interiore dei personaggi.

 

Quattro elementi dominanno questa mondo: l’Aria, l’Acqua, la Terra e il Fuoco. Alcune persone sono in grado di manipolare gli elementi e gli spiriti a loro connessi. Queste persone vengono chiameti “Dominatori”. Ogni Dominatore ha il controllo su uno dei quattro elementi, ma esiste una persona, l’Avatar, colui che ha il dominio su tutti e quattro gli elementi contemporaneamente ed è anche il portale di connessione tra il mondo degli spiriti e il mondo umano. Può esistere un solo Avatar alla volta. Ogni volta che un Avatr muore, il suo successore nasce in una delle tribù che controllano l’elemento seguente, creando una catena infinita di connessioni.

L’ultimo Avatar, un Dominatore dell’aria il cui nome è Aang, è scoparso e per cento anni nessuno lo ha più visto. Tutto il mondo ha cominciato a pensare che la catena dell’Avatar si fosse spezzata. La tribù del fuoco, ha deciso di conquistare tutto il mondo, e con le sue ermi di ferro e fuoco ha cominciato ad invadere e dominare tutta la terra.

A cent’anni dalla scomparsa dell’Avatar, due ragazzi della tribù dell’acqua, che vivono tra i ghiacci del polo sud, s’imbattono in un iceberg che contiene un ragazzo e il suo bisonte volante. Katara e Sokka, rispettivamente una giovane Dominatrice dell’acqua e suo fratello maggiore, liberano Aang dal ghiaccio e riportano la speranza in un mondo afflitto dalla guerra.

Aang, che ancora non ha ben colto la situazione, è un ragazzo spensierato, voglioso di divertirsi e di lanciarsi in avventure folli come cavalcare i pinguini o giocare ai pirati con i relitti delle navi di una battaglia ormai lontana. Katara è una ragazza dal carattere più tranquillo e con un occhio attento a quelli che sono i pericoli della guerra che li circonda; non è ancora una Dominatrice completa, visto che i suoi maestri sono tutti partiti per la guerra e lei è rimasta sola senza una guida. Sokka è invece la figura buffa di riferimento del gruppo, dovrebbe essere un giovane guerriero, ma nessuno gli ha insegnato a combattere. Si atteggia a guerriero esperto e sa anche maneggiare qualche arma, ma è ben lontano da poter affrontare uno scontro alla pari con un soldato vero.

 

 

Aang capisce che deve tornare verso il Tempio dell’aria in cui è nato e cresciuto per poter passare al livello successivo del suo addestramento, ovvero imparare a dominare l’acqua. Katara non si fa sfuggire l’occasione per apprendere nuove tecniche di dominio, quindi decide di accompagnare Aang nella sua avventura. Sokka, che ovviamente non può lasciare sola sua sorella, parte con loro, con l’obiettivo di ritrovare il padre che è andato in guerra diversi anni prima e non è ancora tornato.

A dare la caccia ad Aang c’è Zuko, principe ereditario della nazione del fuoco che è caduto in disgrazia, e suo zio Iroh, un ex generale che ha combattuto tante battaglie ma si è reso conto che la guerra non è la soluzione a tutti i problemi. I due, con pochi mezzi a disposizione, saranno una costante presenza alle calcagna dei nostri protagonisti.

Aang è uno spirito libero, un po’ come l’aria che domina, ed è un ragazzo di 12 anni che vuole giustamente giocare e divertirsi. Il suo approccio con la guerra e con il male che dilaga nel mondo è inizialmente quasi indifferente. Non avendo mai avuto a che fare con dolori e perdite, Aang non riesce a capire gli avvertimenti che Katara e Sokka continuano a dargli sui cambiamenti che il mondo ha subito; purtroppo tornando a casa, nel suo amato tempio dell’aria, verrà investito dalla cruda realtà, dalla distruzione e la morte che la guerra ha portato si li.

Assistere alla crescita dei personaggi è molto interessante, visto che avviene in modo graduale e continuo; non ci sono strappi ne forzature nella storia. Aang si rende conto che deve fare qualcosa e comincia il suo viaggio alla ricerca di un maestro dell’Acqua, per poter completare il dominio del secondo elemento. Katara cresce e matura, passando da una ragazza che s’innamora troppo facilmente delle persone, ad una valida spalla emotiva per l’Avatar. Sokka avrà a che fare con veri guerrieri e guerriere, capendo che la sua abilitù da guerriero è decisamente lontana dall’essere perfetta come credeva. I tre ragazzi si troveranno in situazioni difficili ma non perderanno l’allegria che contraddistingue la loro età.

 

 

La cosa che più mi ha stupito è l’evoluzione di Zuko che è in costante lotta tra il recuperare la sua reputazione grazie alla cattura dell’Avatar e fare la cosa giusta. Non sempre riesce a districarsi al meglio tra le due cose, ma l’aiuto dello zio Iroh, stravagante figura che prova ad insegnare al nipote la differenza tra giusto e sbagliato con anedoti e buffi modi di dire.

Ammetto di aver accettato molto bene questa serie anche grazie alla situazione sociale che stà esplodendo nel mondo. Il messaggio di equilibrio e giustizia che l’Avatar vuole portare nel mondo è molto apprezzato in questo momento in cui la censura, le proteste e i falsi punti di riferimento riempiono le strade di facinorosi e violenti che cercano solo una scusa per menare le mani e distruggere le cose. Non mi riferisco ad un movimento in particolare, è proprio la tendenza dell’ultimo periodo ad aver rotto le scatole. Aang ti avvolge, da prima in una rinfrescante sensazione di leggerezza e divertimento, per poi instradarti verso il giusto compromesso dell’equilibrio tra le forze della natura e l’uomo.

Ho subito apprezzato l’animazione fresca e divertente che è stata scelta. I colori, le battute e la semplicità dei personaggi rispecchia in pieno l’energia del mondo di un dodicenne spensierato. Come spesso accare, il viaggio è un sistema che porta ad una maturazione dei personaggi, questo si nota molto tra il primo ragazziono spensierato uscito dall’Iceberg e il ragazzo pieno di incertezze e dubbi che lasciamo nell’ultima puntata.

Il finale di stagione è molto bello, crea dei bei presupposti per la stagione seguente davvero interessanti, in particolar modo sul fronte Zuko, da cui mi aspetto una crescita o un cambiamento, visto che sembra cavalcare due strade che vanno in direzioni differenti.

 

Avatar - La leggenda di Aang - Libro primo: Acqua, 2005
Voto: 7.5

 

ban49