banner tana fb

 

In memoria di un soldato

di Andrea Morsani
Creato: 12 Aprile 2003

Un racconto liberamente tratto da una sessione di gioco con il buon vecchio Ufo: Enemy Unknown, che i piu' conoscono come l'originale X-Com.

 

20030412 memoriasoldato

"Mi chiamo Andrew Reid. Mi sono arruolato nelle Forze di Difesa terrestri 3 anni fa; entrai come soldato semplice ed ora mi ritrovo Tenente, forse per merito mio, o piu' probabilmente per i tanti caduti che abbiamo avuto finora. Sono stati due anni terribili per tutti noi, pieni di orrore e paura, sin dall'inizio della storia, quando poco piu' di 40 mesi fa la Terra fu invasa da una coalizione di razze aliene."

"All'inizio nessuno diede peso alle notizie di rapimenti e di sporadici attacchi contro case isolate nelle campagne. Poi, quando il ridicolo era stato gettato su chi aveva lanciato l'allarme, comincio' l'attacco vero e proprio. Poco dopo l'inizio delle ostilita' decisi di arruolarmi, viste le gravi perdite che stavamo subendo. Dopo il periodo di addestramento, venni scelto per il progetto Golden Arrow, che poi tanti risultati ha dato. Per questo venni incorporato nella 251° Squadra Tattica, di stanza nel Sud della Gran Bretagna. La Squadra era stata formata da appena tre settimane ma gia' contava i suoi morti. Nonostante l'equipaggiamento cosi' avanzato, eravamo ancora in balia degli alieni negli scontri ravvicinati."

"Il periodo iniziale fu pesantissimo. Eravamo continuamente in missione, ed in fondo le Squadre Tattiche non si differenziavano molto dalle unita' regolari degli eserciti NATO. Poi, finalmente, comiciarono ad arrivare le prime attrezzature specializzate, e la musica cambio'. Fu proprio in quel frangente che perdemmo il nostro Comandante di reparto in uno scontro a fuoco nei pressi di Bury; per linea di comando il Tenente Uta Stephanovich fu promossa Capitano e Comandante di reparto."

"Uta era una ragazza strana. Tedesca di nascita ma slava di origine, era una combattente instancabile; passava tutto il tempo libero a studiare le tattiche di combattimento degli alieni e ad organizzarci esercitazioni adatte a sfruttare le loro debolezze. Sul campo di battaglia era sempre in prima linea, ed era difficile riuscire a farle capire che era bene che fosse piu' protetta, al centro dello schieramento. Dimostro' tutto il suo valore durante l'assalto a Edimburgo, quando riusci' a tirarci fuori da una situazione disperata praticamente da sola. Io, intanto, crescevo a fianco a lei, ed in breve diventai il miglior tiratore scelto della Squadra. Spesso agivamo insieme, appena dietro la prima linea, coordinandoci con i nostri compagni per individuare gli alieni e colpirli da dove le loro armi non potevano arrivare. Ricordo quando, in una missione di pulizia dopo l'abbattimento di un Ufo, fui l'unico a sparare in tutta la squadra, agendo in posizione avanzata con lei a coprirmi le spalle, uccidendo 7 alieni in meno di 20 minuti, sparando solo 11 colpi. In seguito a quella missione fui decorato, ma questo non importa piu' di tanto..."

"Uta non era solo una macchina da guerra. Era abilissima nel motivare i suoi uomini e nell'istruire le reclute. Non ho conosciuto mai nessuno in grado di infondere coraggio e determinazione anche nei momenti piu' neri e difficili. Se siamo stati una famiglia, finora, lo dobbiamo a lei. Tante volte l'ho vista fare gruppo nei momenti di riposo della Squadra, in base.... era un vero leader. Poi, purtroppo, arrivo' quel giorno."

"Eravamo stati scelti per l'invasione di Cydonia, la regione di Marte dalla quale sembravano provenire le navi aliene, ma intanto l'attivita' a casa non si era fermata. E' per questo che fummo inviati in una missione di pulizia, sulla carta molto semplice, nei pressi di Shrewsbury. Uno dei nostri intercettori aveva abbattuto un Ufo da ricognizione, e toccava a noi bonificare la zona. Giungemmo nell'area di operazioni in piena notte, situazione sempre avversa per noi, sebbene ormai avevamo l'abitudine a combattere in ogni situazione. L'Ufo era stato abbattuto in una zona boschiva, per cui gli scanner di movimento sarebbero stati fondamentali: io e Uta ci mettemmo in seconda linea, come al solito, mentre la prima linea avanzava a semicerchio allargando la zona controllata dal trasporto. Ben presto individuammo due alieni, subito neutralizzati, e rapidamente avanzammo fino ai pressi del relitto in fiamme. Sarebbe esploso di li' a breve, percio' ci allontammo in fretta, senza entrarvi dentro ma lasciando delle sentinelle a sorvegliarne l'uscita. Il resto della squadra intanto avrebbe continuato l'esplorazione."

"Raggiungemmo infine una radura con delle collinette che impedivano la visuale completa. Cominciammo ad avanzare a squadre, per coprirci l'un l'altro. Uta ed io ci mettemmo nel centro, per coprire i buchi lasciati dai lati. Eravamo quasi giunti al termine della radura, praticamente chiudendo la nostra missione di pulizia, quando dalla nostra destra un fascio di luce investi' il visore del mio casco. Mentre mi gettavo a terra, sentivo i colpi di risposta provenire dela nostro fianco a saturare la zona dell'attacco. Un alieno era rimasto immobile in un cespuglio, invisibile alla vista e ai sensori di movimento. Mentre mi sinceravo di non essere ferito, mi girai, vedendo Uta a terra, immobile. Non rispondeva alle chiamate radio, percio' mi sono avvicinato, scoprendo che un colpo le aveva perforato la tuta da combattimento all'altezza del fegato. Uta non stava respirando piu'. Le ho slacciato il casco, e mentre chiamavo aiuto ho fatto quel poco che si puo' fare per soccorrere un ferito da plasma."

"Uta e' morta li', pochi minuti dopo essere stata colpita. Forse non c'e' colpa nella sua morte, o forse il settore poteva essere controllato meglio prima di avanzare, ma questo ormai non importa piu'. Ne' io ne' gli altri della 251° potemmo concederci il lusso di fermarci a commemorarla. La guerra non era finita, e anche se stavamo vincendo non potevamo rallentare le operazioni. Altri sarebbero arrivati nella nostra Squadra, perche' altri sarebbero morti. Uta non era la prima e non sarebbe stata l'ultima a cadere in combattimento. Dovevamo solo far terminare il conflitto il prima possibile. Non era ancora il tempo dei ricordi."

Andrew Reid fu promosso Capitano nei giorni successivi. La 251° Squadra Tattica fu inviata a Cydonia e fu la prima unita' a penetrare nella base sotterranea aliena. Con la sua azione, la 251° permise l'afflusso delle unita' di riserva all'interno della struttura aliena, permettendo la conquista poi di Marte in appena due mesi e costringendo gli alieni alla fuga dalla Terra. Oggi Andrew Reid fa parte del comando unificato Golden Arrow con il ruolo di consulente tattico.