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Green Day - Nimrod

in Musica
di Andrea Morsani
Creato: 15 Febbraio 2004

I Green Day sono uno dei gruppi punk recenti piu' conosciuti al mondo. Hanno diversi album al loro attivo, ma a mio parere sono due quelli davvero meritevoli: Dookie e Nimrod, che iniziano e terminano una trilogia di suoni che vede, nel mezzo, il meno conosciuto Insomniac.

 

20040215 nimrod

 

Se Dookie e' un album caciarone, sfrontato, che se ne infischia di tutto, nel vero spirito punk, per Nimrod il discorso e' diverso. Ci troviamo di fronte ad un album molto intimo e autodescrittivo, che non si ferma al "contro tutto e tutti" classico ma fa un passo in avanti, quello della sconsolata consapevolezza di non poter vincere in questa eterna lotta che non porta a nulla, tipica dell'adolescenza e della prima maturita'. E' il momento della presa di coscienza.
Nimrod e' un album ben fatto, dal punto di vista musicale; le sonorita' sono accattivanti, i brani sono rapidi, veloci, incalzanti; non ci sono momenti di buco, di stasi durante i quali l'attenzione viene distolta: e' un continuo di chitarre, basso e batteria che marcano stretto l'ascolatatore. Il suono e' allegro, a volte quasi canzonatorio: e' il caso di Nice Guys Finish Last, brano di apertura, o di King For a Day; in altri casi ci troviamo di fronte a ritmi piu' particolari, come in Time of Your Life, unico pezzo lento di tutto il CD, ma si tratta comunque di brani che si integrano benissimo nell'insieme. Si notano poi alcuni richiami a sperimentazioni effettuate in Dookie e poi abbandonate forse perche' troppo elaborate per vivere a lungo in un ambiente punk; ed in effetti in Nimrod questi sono solo richiami, e sono percettibili solo da chi i precedenti lavori dei Green Day li ha davvero ascoltati e assimilati appieno.

Cio' che colpisce, ad un'analisi piu' profonda, e' che il testo e la musica sono su due piani diversi; non che i testi siano banali o trascurabili, tutt'altro! Ci troviamo di fronte a due elementi ottimamente sviluppati, che presi a se stante sono gia' molto validi; in piu' sono ottimamente amalgamati. Ma allora, vi chiederete, cos'e' che spicca? Vi rispondo subito.
Se come dicevo gli accordi ci portano ad ascoltare le canzoni con una nota di allegria e solarita', i testi sono l'esatto contrario: brani come Uptight o Walking Alone ne sono chiari esempi, dove dietro a riff davvero leggeri si celano pensieri cupi, dove la solitudine e il pensiero del suidicio la fanno da padrone. E' in questo contrasto che si celebra la magnificenza di Nimrod: una realizzazione piu' unica che rara, nel suo genere, per il modo in cui e' realizzato, e con un valore finale molto, molto alto. Ci si puo' lasciar cullare dal trio statunitense per l'intera durata dell'album, e non averne mai abbastanza; Nimrod e' una di quelle cose che danno dipendenza. Putroppo i quasi 50 minuti del CD scorrono via veloci, e alla fine si ha quell'amaro in bocca tipico del "gia' finito?", senza rendersi conto che e' passata quasi un'ora.

Concludendo, non posso fare altro che consigliare vivamente a tutti gli amanti del genere questo lavoro, che a mio parere, sebbene non sia un capolavoro assoluto, non sfigurerebbe in nessuna collezione di rock moderno.

 

Green Day - Nimrod, 1997

Voto: 8