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Vincere non basta

in Libri
di Andrea Morsani
Creato: 25 Ottobre 2017

L’autobiografia sportiva di Sarunas Jasikevicius e’ interessante, anche se piuttosto superficiale.

 

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Gli appassionati di basket in Italia non vivono una vita facile; schiacciati tra il dio pallone ed i servizi a pagamento, e’ diventato pressoche’ impossibile seguire le vicende sportive di club e nazionali a meno di abbonarsi a pay-tv di scarso livello o siti di streaming dalle discutibili interfacce. Rimangono i ricordi, e i libri; come questo, scritto da uno dei piu’ grandi playmaker dell’era moderna, il lituano Sarunas Jasikevicius.

Mi aspettavo una rivisitazione dei suoi successi sportivi, letti in chiave diretta e personale, ed in buona parte e’ cosi’; ma curiosamente, piu’ che una narrazione delle partite e dei tornei, Sarunas parla piu’ del contorno, di cio’ che lo circondava, delle sue sensazioni. Purtroppo si ha la sensazione che questo aspetto, interessantissimo perche’ vissuto da dentro l’ambiente in prima persona, potesse essere sviluppato molto di piu’, visto che gli spunti sono innumerevoli; invece tante volte ci troviamo di fronte a passaggi veloci, che se in campo sono un valore aggiunto, dal punto di vista letterario non e’ un bene. Lo stesso trattamento e' riservato ai risultati sportivi; non si ha quasi mai il quadro complessivo della stagione, Sarunas si sofferma sulle partite di finale, soprattutto di Euroleague, tralasciando spesso il cammino della squadra fino a quel momento.

 

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Eppure la resa complessiva e’ buona: Sarunas parla delle sue esperienze nelle giovanili dello Zalgiris, della sua vita a Kaunas negli anni dell’indipendenza dalla Russia, delle esperienze all’estero; sempre accompagnate dal lato umano e personale, ma mai entrando troppo nel dettaglio. Si ha comunque un'impressione sulle sue vicende personali fuori dal campo: la vita con i compagni di squadra, con le ragazze, con la famiglia. Ecco, forse questo e' l'aspetto piu' riuscito del libro, che migliora pian piano nel finale. Non e' un romanzo, quanto piu' un racconto, e Jasikevicius, che scrittore non e', affina le doti della scrittura con la pratica.

 

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L'esperimento complessivamente riesce, ed il libro si legge bene, con facilita', ed e’ in grado di far mantenere alta l’attenzione al lettore fino alla fine. Leggendolo con gli occhi di un atleta che e’ passato a ricoprire ruoli tecnici o dirigenziali possiamo facilmente ritrovare situazioni vissute anche da noi in prima persona, e, sebbene sia tutt’altro che un manuale sulla gestione dei giocatori, se ne possono trarre interessanti lezioni.

In conclusione, questo Vincere non basta (titolo tutto sommato poco ispirato) e’ un discreto libro di sport, che posso consigliare soprattutto agli amanti della palla a spicchi e ai giovani che si avvicinano a questo sport, vista la sua semplice lettura.

 

Vincere non basta, 2015

Voto: 6