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Italia, il terzo mondo dei videogiochi

di Andrea Morsani
Creato: 24 Giugno 2011

C'era un tempo in cui noi, giovani virgulti in età pre-adolescenziale, sapevamo financo il nome dello sviluppatore dell'ultima avventura della Lucas, o conoscevamo a memoria la password dei primi 16 livelli di Lemmings - le ragazze erano invece un oggetto misterioso, ma questo è un altro discorso. Leggevamo di sviluppatori dagli altisonanti nomi inglesi che per noi erano semidei, e anelavamo con ansia l'arrivo di un bel gioco scritto da Italiani. E a 20 anni di distanza, probabilmente ancora lo aspettiamo.

 

La storia dei videogiochi sviluppati da nostri connazionali non ricorda molte pagine di gloria. Andando a memoria posso citare i timidi tentativi della Simulmondo (a cui chiesi una copia di F1 Manager in preorder, e mi fu spedita con una scatola avvolta in una busta per lettere - ovviamente i dischetti sparirono nei corridoi dell'ufficio postale di zona insieme ai soldi del contrassegno) e della Genias, protagoniste, nel bene e nel male, dei primi anni '90.

 

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"Football Champ", anche noto con l'impronunciabile titolo "I play 3D Soccer"

 

La prima sarebbe caduta rapidamente nel dimenticatoio se non fosse per il suo esponente di punta, tale Francesco Carlà, che entro' nell'intellighenzia del periodo, e per i vari giochini interattivi realizzati per Rai2; l'unico gioco degno di nota, a mio parere, fu l'innovativo Football Champ (oltre al già citato F1 Manager, ma solo in versione Commodore 64), nel quale si poteva disporre tatticamente la squadra e poi gestire un solo giocatore per tutta la partita. Peccato per la grafica al limite dell'inguardabile già ai tempi.
La Genias invece regalò qualche momento di divertimento con World Cup 90 (dove il tuo portiere era il fratello lobotomizzato del portiere avversario, e quindi era impossibile vincere), Warm Up e Over The Net, simpatico giochino di beach-volley. Nulla di trascendentale, ma probabilmente un passo avanti rispetto ai prodotti Simulmondo.

E' il 1996, e si arriva finalmente a poter gridare al miracolo: Graffiti, che vede fra le sue fila anche ex di Simulmondo e di Genias, dopo aver realizzato il discreto Iron Assault (un simulatore di Mech) sforna un gioco di guida all'altezza dei migliori prodotti stranieri: il tanto acclamato Screamer, classico gioco a tempo che spopola e riceve ottime critiche. Seguirà un numero due abbastanza simile, con grafica migliorata: ma siamo ormai in epoca PC, ed ecco arrivare la serie di Superbike, con la versione 2001 che rimarrà per anni uno standard delle simulazioni di moto. Poi, il vuoto cosmico.

 

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In Warm Up era impossibile vedere la curva in avvicinamento; era obbligatorio impostare le curve alla cieca

 

Mentre Milestone, il nuovo nome della Graffiti, entra in letargo, dalla penisola non arriva praticamente nulla, e quel poco è di una qualità talmente infima da scivolare immediatamente nel dimenticatoio - nel migliore dei casi. Ovviamente parliamo di realtà commerciali; nel mondo del freeware invece qualcosa c'è, e su tutti mi sento di menzionare una discreta simulazione manageriale di basket che, sebbene manchi di mordente nel momento della partita, è sicuramente accurata e copre un buco in questo genere.

 

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Il primo Screamer, forse l'unico gioco che abbia veramente vissuto momenti di gloria

 

Tornando però ai prodotti commerciali, il dramma è totale; talvolta arrivano sugli scaffali prodotti incompleti e privi di assistenza. E' il caso, per esempio, di Planet Basket 2010/11, gioco sviluppato dalla Idoru apparentemente in fretta e furia per non mancare l'appuntamento dell'inizio della stagione cestistica italiana (il gioco infatti sfrutta i loghi e i nomi di 15 delle 16 squadre di A1). Che il prezzo fosse budget già nel momento dell'uscita del gioco e che non ci fosse una-recensione-una su nessun sito specializzato di videogiochi di certo non lasciava sperare in un capolavoro, ma vista la totale mancanza di giochi di basket dedicati all'Italia (ma addirittura all'intera Europa, come se l'unico basket che conta fosse quello dell'NBA) ho deciso lo scorso inverno di dare a Planet Basket una chance lo stesso.

Il risultato? Apparentemente il gioco non ha avuto un minimo di beta-test, tanto che alcuni bug del gioco sono talmente evidenti che la commercializzazione di un software così arrancante avrebbe dovuto prevedere una patch immediata a correzione degli errori, almeno di quelli più palesi; e invece sul sito della Idoru di patch non ce ne sono. Il forum è rimasto irragiungibile per mesi, durante i quali ho scritto una serie di email a Idoru, e, bisogna ammetterlo, le risposte sono arrivate subito, quasi a instaurare un rapporto diretto con gli sviluppatori: io facevo beta-test e dall'altra parte mi si diceva che una patch sarebbe uscita a Febbraio 2011 (era Dicembre 2010). A oggi, nonostante i solleciti, di patch non se ne vede ombra.

 

NOTA: nella serata di Giovedì 23 Giugno, dopo una mia mail piuttosto forte, ho ricevuto da Paolo Giacomello di Idoru la seguente mail:

 

Gentile Andrea,
stiamo lavorando per chiudere un altro paio di aggiornamenti che volevamo includere nella patch.
Inoltre, volevamo inserire in questo aggiornamento anche dei tool esterni che permettano una personalizzazione in autonomia delle squadre.
In questo modo contiamo di fare un unico aggiornamento "cumulativo".
Non abbiamo in questo momento una data certa da comunicare per il rilascio, ma speriamo di riuscirci durante il periodo estivo.

 

Al 13 Settembre 2012, di questa patch non vi e' traccia.

 

 

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Superbike 2001, forse il miglior gioco di moto tuttora disponibile nonostante la grafica superata

 

Ci sarebbe poi il da parlare di Gioventù Ribelle, scandalo tutto italiano svoltosi alla italica maniera: un personaggio dalla dubbia capacità (oltre quella di affabulatore) che spaccia una tesi di laurea per un gioco commerciale, da presentare al Presidente Napolitano durante le commemorazioni per il 150° anniversario dell'unità nazionale. La cosa che girava sui monitor era talmente brutta e improponibile da risultare quasi comica, fra versi alluncinanti dei personaggi, nemici che non reagiscono nemmeno colpiti da un centimetro e tunnel fatti di snack (leggetevi questo articolo e guardate il video, vi prego).

 

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Gioventù Ribelle, un gioco che vi farà venire i brividi.

 

C'e' infine il capitolo riviste di videogiochi e non, spesso conniventi con le software house, in uno strano connubio "io ti do' il gioco da recensire, tu vendi perche' hai la recensione, ma il voto me lo pompi" oppure "eccoti i soldi della marchetta, fammi buona pubblicità". Quanti giochi italiani hanno ricevuto buone recensioni invece di stroncature totali, come per esempio avrebbe meritato il Superbike 2009 di Black Bean, già Milestone, già Graffiti (recensione italiana e straniera), realizzato con un modello di guida allucinante per chiunque abbia anche solo guidato uno scooter 50cc, una realizzazione tecnica approssimativa, patch non risolutive e la quasi impossibilita' di configurare correttamente un controller che non sia Microsoft o, guarda caso, Gioventù Ribelle.

Ecco, io ho deciso una cosa. Ho deciso che non comprero' piu' un solo gioco sviluppato da software italiane. Semplicemente, non mi fido piu'. Anzi, meglio: se nei giochi italiani il supporto e' zero, se nei giochi di EA, Ubisoft e Sony e' obbligatoria la connessione permanente a internet, l'installazione di rootkit e DRM estremamente invasivi e destabilizzanti del proprio sistema operativo, se io che compro un gioco originale devo fare salti mortali per poter giocare a un gioco funzionante, beh, da oggi non compro piu' nemmeno un gioco originale. Me li scarico tutti da internet, faccio il pirata. Al massimo, compro una rivista con allegato un gioco. E basta.
E' ora di rispettare i clienti, e non di vederli come mucche da spremere.

 

Mi mancano i tempi in cui i giochi erano scritti da videogiocatori per altri videogiocatori, senza major, etichette e uffici di public relations.