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Io so che tu sai che io so

in Film
di Andrea Morsani
Creato: 05 Ottobre 2017

Un film potenzialmente interessante ma decisamente brutto. Ma brutto brutto, eh.

 

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Alberto Sordi e’ stato un grande attore, ma come regista non ha lasciato molte tracce di se. Nel 1982 esce questo Io so che tu sai che io so, dove viene rinnovato il sodalizio con Monica Vitti, gia’ visto in Polvere di Stelle dieci anni prima.

Un marito distratto, la cui attenzione e’ esclusivamente focalizzata sul lavoro, trascura la moglie e la figlia. Uno strano pedinamento ed un suicidio nel proprio palazzo della Roma bene faranno saltare il tappo a quelle situazioni a lui ignote che scardineranno i perni della sua vita.

Le idee di Sordi sono interessanti: un inizio quasi poliziesco, poi la virata sui problemi domestici e la scoperta di un mondo a lui sconosciuto. La realizzazione pero’ e’ pessima: a partire, incredibile a dirlo, dalla sua recitazione. Quella macchietta che lo ha sempre contraddistinto, di borghesuccio mediocre, non funziona piu’, consunta dagli anni e dal cambio del costume. Le sue espressioni, i suoi comportamenti sono eccessivamente forzati, distaccati dalla realta’. Un uomo forte che improvvisamente diventa un tappetino, che si accuccia di fronte a tutto per il senso di colpa per non aver saputo vivere la propria famiglia... semplicemente non sta in piedi.

 

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Il film e’ lento, pazzescamente lento, e a piu’ riprese ho avuto la forte voglia di interromperne la visione. Non perche’ non succeda nulla; ma per il tono della narrazione, l’implausibilita’ degli attori (fatta salva la recitazione di Monica Vitti, sempre eccessiva in certi aspetti ma comunque di livello), l’assurdita’ di certe situazioni.

Per non parlare poi di alcuni messaggi che Sordi lascia passare sul finale del film, certi “ma si, in fondo che male c’e’” che tanto sono comuni alla societa’ italiana e che tanto male hanno provocato e provocano tutt’oggi. E’ vero che si indicano come situazioni ed atteggiamenti da evitare, ma sdoganare il tradimento, l’alcool, la droga come se fossero cose normali, di poco conto, e’ vergognoso ed immorale.

No, non ci siamo. Il film, che all’epoca fu pubblicizzato moltissimo, spinto dalla notorieta’ della coppia di attori protagonisti, e’ una porcheria allo stato puro: malamente realizzato e condannabile su alcuni dei messaggi che vuole far passare. Forse Sordi voleva fare parzialmente un'autocritica a se stesso ed al suo modo di aver vissuto, ma il risultato e' pessimo.

Da evitare assolutamente, come quasi tutti i film di/con Alberto Sordi sul finire della sua carriera.

 

Io so che tu sai che io so, 1982

Voto: 3