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La Mossa del Pinguino

in Film
di Andrea Morsani
Creato: 30 Agosto 2016

Una discreta commedia dotata di alcuni tocchi di sensibilita’, che dimostra come la commedia all’italiana, nonostante i vari Vanzina, Boldi e De Sica, non sia ancora morta.

 

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Roma. Bruno (Edoardo Leo) ed Eva (Francesca Inaudi) sono una giovane coppia con un figlio di nove anni che si trovano nel mezzo di una tempesta: cassiera in un supermercato lei, in caccia di impieghi temporanei lui, sotto sfratto, cercano di barcamenarsi nella vita con i piedi per terra lei e con la testa fra le nuvole lui. L’idea segreta di Bruno di partecipare alle olimpiadi invernali con una improvvisata ed improbabile squadra di Curling rompera’ quei fragili equilibri che non potevano durare ancora a lungo.

 

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Il film sta in piedi. Non si grida al miracolo, ma nemmeno si tratta di una di quelle produzioni di basso livello, fatte tanto per riempire i cinema e chi si e' visto si e' visto. C'e' del lavoro dietro, della cura che nel bene e nel male si vede essere presente. Questo film fa parte di quel bel filone di produzioni piu' serie, piu' ragionate che ricominciano a vedersi dopo gli anni bui degli anni '90-2000.

Al debutto alla regia, Claudio Amendola confeziona un film non privo di difetti, ma sicuramente interessante. La storia vede alcuni passaggi piuttosto forzati, fra alcuni stereotipi e alcune scelte stilistiche alquanto opinabili (come la sezione girata sulla pista in cui i vari attori dimostrano la loro incapacita’ nel gioco, eccessivamente lunga e pesante). Eppure nel complesso la proiezione scorre via senza troppi sobbalzi; piacevolissimo per altro il tuffarsi in realta’ di periferia che non devono necessariamente assumere il tono della denuncia sociale, e che per una volta possono essere vissute come momenti di convivialita’ e leggerezza. I momenti in cui si sorride sono parecchi, ma non c’e’ mai la grassa risata che ci si potrebbe aspettare.

 

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Passando ai personaggi, quelli di Edoardo Leo e Francesca Inaudi sono eccessivi in modo opposto: non credibile lui, per l’eccessiva semplicita’ con cui scialaqua i pochi soldi di famiglia e per la leggerezza delle sue azioni; troppo mutevole ed esasperata nelle reazioni lei (qui probabilmente non aiuta la forte esperienza di teatro della Inaudi, che sembra sempre essere su di un palcoscenico). Invece i non protagonisti, oltre ad essere ben definiti e caratterizzati, sono “veri” e rappresentano il valore aggiunto del film. Le loro storie forniscono contrasti funzionali all’ironia della pellicola ed al tempo stesso colpiscono al cuore per la loro umanita’. Antonello Fassari ed Ennio Fantastichini sono superbi nei loro personaggi, ed oltre alla simpatia regalano momenti davvero belli e profondi ("Non puoi eliminare tutto quello che non ti piace, nella vita non puoi sempre sbocciare. A volte devi accostare; magari non vinci ma ti assicuro che fai parecchi punti”). E il compianto Sergio Fiorentini e Ricky Memphis, con il loro doloroso ma bellissimo rapporto padre-figlio, avrebbero probabilmente addirittura meritato un film a se’. Ricky Memphis manca di espressione, lo sappiamo, ma in questo ruolo di figlio che aiuta il padre anziano e’ bravissimo.

 

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Ci sono i temi del riscatto, dell’amicizia, della responsabilita’, della solitudine e della crescita. Sono temi affrontati sommariamente, ma ci sono e sono ben impiantati nella storia. Sicuramente Amendola deve rivedere il modo in cui gestisce i tempi comici, ma se dovesse intraprendere una carriera di regista di commedie amare come quelle magistrali degli anni ’60, credo che possa realizzare dei mezzi capolavori nei prossimi anni.

 

La Mossa del Pinguino, 2014

Voto: 7