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The City of the Dead

in Film
di Andrea Morsani
Creato: 08 Settembre 2011

The City of the Dead è senza dubbio il peggior film di zombi, e forse dell'intero genere horror, che abbia mai visto.

 

Mettiamola così: che sotto ci sia qualche fregatura lo si capisce fin dalla prima sequenza del film. Un predicatore-barbone in mezzo ad altri senza casa che chiede un miracolo, un segno del cielo, e che viene colpito in pieno da una meteora. Poi un presentatore tv che passa un quartiere malfamato, la moglie idiota insiste per delle caramelle, e lui sbatte distrattamente su un brutto ceffo che lo minaccia. I poliziotti che fanno un appostamento a dei malviventi e vengono aggrediti dagli zombi e vengono immediatamente mangiati vivi. E via così.
Ecco, il film è tutto qua: una serie di banalità, clichè e stereotipi esasperati che non fanno altro che farti chiedere quanto manchi alla fine già dopo dieci minuti.

 

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Si, lo zombi sta sbavando verde. Normalissimo, no?

 

Poi malviventi, poliziotti, ragazze idiote e il presentatore tv si trovano tutti in un magazzino, e le bande rivali se la giurano, gli ispanici la giurano ai poliziotti, i poliziotti la giurano agli ispanici, e siamo tutti belli felici e contenti perchè fuori ci sono gli zombi che ti mangiano vivo e sono tanti (ma i barboni colpiti non erano una ventina?) ma ammazzarsi fra esseri umani è più fico. E si: se si possono fare scelte da idiota, la vita ti premia mettendoti a capo del gruppo di sopravvissuti, così puoi prendere altre decisioni da minorato mentale e nessuno oserà dirti nulla.

 

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Questi tizi avrebbero bisogno di un insegnante di sostegno, giuro.

 

Non è facile per la mia povera memoria ricordare un film dove la sceneggiatura è così acquosa, la recitazione così pessima, gli effetti speciali così pessimi, ed il tutto senza voler dichiaratamente sfociare nel trash, anzi tentando di realizzare un vero film di zombi. No no, diciamolo: questa pellicola è una porcheria totale, uno spreco di tempo e soldi. Non riesce nemmeno a prendersi in giro; è proprio un fallimento completo, sotto ogni aspetto.

 

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Le uniche quattro cose buone del film

 

La cosa buffa, che un pò spiega perchè il film sia così brutto, è che scorrendo i nomi degli attori vengono fuori nomi da premio oscar: tale Noel G spicca su tutti, è il protagaonista principale; forse perchè essendo anche il produttore ha detto "ci metto i soldi ma voglio essere il personaggio più importante del film"? Poi ci sono Howard e Steve B., nomi fondamentali nella filmografia statunitense. La regia di Duane Stinnett (che è pure lo sceneggiatore insieme all'attrice asiatica nella foto sopra, presenza praticamente inutile per il primi 70 degli 80 minuti del film) è da brividi, di quelli tipo hai la febbre a 40, la testa ti scoppia e vorresti morire.

Non credo ci sia altro da aggiungere, e poi mi sono anche rotto le scatole di scrivere di questo film. Solo un'ultima nota: il titolo orginale è Last Rites, mentre la versione italiana è stata rinominata in The City of the Dead. In inglese. Una scelta per lo meno bizzarra, in perfetta linea con la qualità della pellicola.

 

The City of the Dead, 2010.
Voto: 2