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Vae Victis! - 3

di Andrea Morsani
Creato: 15 Gennaio 2016

E’ il 493 AVC. Mentre ci giungono notizie di scontri fra Cartaginesi ed Egiziani lungo la costa del Mediterraneo (ed i primi sembrerebbero avere la peggio), i nostri territori in zona balcanica sono lungi dall’essere pacificati; scoppiano numerose rivolte che fatico a tenere sotto controllo.

 

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La Legione Aegea, preposta alla soppressione di tali movimenti, viene duramente battuta in uno scontro nell’Aetolia; Numerio Fabio Pittore deve ritirarsi in Epiro mentre i rivoltosi iniziano a mettere sotto assedio il territorio.

 

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La notizia che 18000 uomini stanno conducendo attivita’ anti-romane si diffonde rapidamente, e tutte le provincie occupate recentemente piu’ Sardegna e Corsica diventano terreni fertili per i rivoltosi. LA possibilita’ di dover gestire numerose crisi allo stesso tempo e’ piuttosto alta.
Come se non bastasse, le spie del Senato informano che Lucio Giulio Libone, al comando della 1’Legione, la forza armata piu’ importante di cui dispone Roma, sembra stia architettando di prendere il potere con la forza. Sta lentamente rinforzando la sua armata, indebolita dagli scontri con i rivoltosi, portandola da 10000 a 18000 uomini. Dispongo di sufficienti uomini in Italia per competere con la sua armata, ma preferisco allontanarlo e possibilmente sacrificarlo in nome della tutela dell’Impero. Essendo impossibile rimuoverlo dal comando a causa della fedelta’ dei suoi uomini, viene disposto il trasferimento della 1’Legione in Aetolia, a supporto della Legione Aegea contro i ribelli.

 

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La Macedonia scende di nuovo in guerra contro Tylis, supportata dalla Bythinia, e in Gallia gli Eburoni si espandono ai danni degli Atrebati.
Mentre in patria sale il rischio di possibili ribellioni, sia Giulio Libone che Fabio Pittore vengono in successione battuti dai ribelli e riparano in Epiro a leccarsi le ferite e a riorganizzare le proprie unita’; l’Aetolia viene conquistata dai ribelli, che muovono a nord. Questo e’ un passo falso; muovendosi sulle nostre posizioni preparate, i ribelli vengono sconfitti per la prima volta, e vengono messi in rotta – come i loro emuli in Bononia; passiamo alla controffensiva, rioccupando l’Aetolia e ripristinando il controllo.
Il nord della penisola italica inizia ad essere investito da un costante flusso di orde che, sebbene disorganizzate, mettono spesso in difficolta’ le legioni Alpina e Veneta, che devono supportarsi l’un l’altra per non soccombere. Nonostante cio’, nell’Ottobre del 494 AVC si rende necessario inviare in Luguria anche la 2’Legione, stanziata a Roma e forte di 17000 uomini; le legioni a difesa dei confini sono state battute, rese incapaci di combattere, e la nostra provincia e’ preda delle scorribande dei barbari.

 

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Mentre siamo alle prese con le beghe interne, Cartagine e’ sotto scacco: oltre agli Egiziani, anche i Lusitani (gli odierni Portoghesi) ed i Numidi dichiarano guerra ai nostri rivali.

 

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Forse e’ il caso di preparare rapidamente un’offensiva per strappare dei territori al nostro futuro nemico.