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Vae Victis! - 1

di Andrea Morsani
Creato: 19 Giugno 2015

Europa Universalis e' una franchigia di prestigio nel mondo dei videogiochi di strategia. Nata nel 2000 con la trasposizione da parte della Paradox dell'omonimo gioco da tavolo incentrato sul rinascimento, si e' evoluta nel corso del tempo includendo molti capitoli e titoli dedicati al medioevo, alla seconda guerra mondiale e all'epoca vittoriana; Europa Universalis Rome - Vae Victis e' il capitolo dedicato all'antica Roma.

 

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Decisamente fra i capitoli piu' semplici, Vae Victis non gode di molta popolarita' per alcune meccaniche poco fluide nella gestione di colonizzazione o ricerca tecnologica, limitando la possibilita' di sviluppo del proprio impero, e l'eccessiva centralita' dei personaggi politici che con le loro richieste forzano il gioco a prendere direzioni non volute. Inoltre giocare con una delle nazioni piu' piccole puo' essere frustrante per la mancanza di scelte e opzioni che si possono fare, bloccati dall'impossibilita' di espandere rapidamente i propri confini in zone non civilizzate. Alcune di queste scelte sono legati a motivi storici, e alla fine il fulcro del gioco e' la gestione militare e lo sfruttare al meglio i vari personaggi, dotati di varie abilita' militari, diplomatiche ed amministrative.
Sebbene avessi inizialmente pensato di giocare con uno dei molti clan della Gallia (gli Edui nel centro o i Sebui, al confine con la Germania), alla fine la scelta ricade su Roma per la possibilita' di vivere appieno l'esperienza politica e militare del tempo e di essere sempre al centro dell'azione. Certo, fare due AAR entrambi giocando coi Romani e' ripetitivo, ma almeno questo e' un vero contesto storico...
E' il 476 AVC (Ab Urbe Condita), ossia il 272 Avanti Cristo. Dopo aver forzatamente pacificato le genti intorno al luogo di fondazione, Roma si affaccia come una nuova potenza sul mediterraneo. La parte centrale della penisola italica e' saldamente sotto il suo controllo, e questo ha portato gli occhi di molte nazioni indipendenti ad osservarla con timore; e' chiaro che presto Cartagine rivolgera' su di noi le sue attenzioni.

 

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La prima cosa da fare e' verificare lo status della nazione in ogni suo aspetto. Siamo gia' in guerra contro una coalizione formata dall'Epiro, dalla Magna Grecia e dalla Lega Aetolica; complessivamente occupano la Calabria, la Puglia meridionale, la Sicilia orientale e la zona di fascia costiera che corrisponde all'incirca all'odierna Albania. Il piano di battaglia e' presto fatto: il obiettivo immediato e' di assicurarci l'interezza della penisola, a sud; quindi presa la Sicilia (almeno la zona non controllata da Cartagine), spostare la guerra sul mare ed eliminare l'Epiro ed eventualmente la Lega Aetolica. A nord dovremmo cercare di espanderci nella Bonomia (pianura padana) e in Liguria, per collegarci ai nostri alleati Marsigliesi ed allontanare il rischio che qualche orda barbarica possa facilmente arrivare a Roma. Disponiamo di un esercito di 26000 uomini, composto da fanteria pesante ed arceri, ed una piccola flotta di 8 triremi ancorata nel porto di Roma; un buon punto di partenza, ma non sufficiente a coprire i fabbisogni della prossima campagna militare.
Stabiliamo quindi delle rotte commerciali per permettere che i materiali necessari alla produzione di triremi e di ulteriori truppe di terra possano essere maggiormente reperibili nelle nostre regioni. Purtroppo manchiamo di cavalli; occorrera' stabilire degli accordi con altre nazioni che ne dispongano. I nostri rapporti con le altre nazioni non sono pero' idilliaci, e sebbene i nostri diplomatici lavorino alacremente, per il momento non potremo avvalerci di unita' di cavalleria. In compenso cominciamo a lavorare per portare dalla nostra parte l'Egitto, l'Illiria e la Macedonia; queste nazioni potrebbero ricoprire un ruolo chiave in futuro nello scacchiere del Mediterraneo, nel caso in cui Cartagine o alcune fazioni greche decidano di entrare in conflitto con noi. Come ultima cosa, verifichiamo che nella nostra Repubblica tutte le cariche politiche e militari siano state assegnate, cercando di accontentare tutti i gruppi in base alle abilita' dei vari esponenti.

 

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Dividiamo il nostro esercito, mandando un contingente di 7000 uomini a catturare la Calabria, al momento indifesa, e il resto nella bassa Puglia a sconfiggere l'esercito della Magna Grecia. Nell'entroterra iniziamo il reclutamento di un esercito di circa 5000 uomini, necessario per contrastare eventuali sbarchi o nemici in fuga, ma per farlo devo posticipare la costruzione di triremi per rinfoltire la flotta, che al momento non puo' competere con quella dell'Epiro. Gli eventi si svolgono come previsto: occupiamo entrambe le provincie iniziandone l'assedio, e con la terza armata inseguiamo i nemici in fuga. Intanto la Macedonia viene attaccata da Tylis, e comincia a perdere territori; vorrei intervenire anche se non abbiamo un trattato di alleanza, ma e' comunque troppo lontana. I nostri alleati Marsigliesi, a cui non ho chiesto di entrare in guerra al nostro fianco, vedono il loro territorio ad ovest ribellarsi e rendersi indipendente; i Vanuli, che governano la zona, cominciano a saggiare i territori appena oltre i miei confini e questo non mi rende troppo tranquillo.
Mentre i nostri generali guadagnano popolarita' ed i nostri eserciti esperienza, regoliamo la pratica nel sud Italia annettendo i territori della Magna Grecia, che esce dallo scontro. Riorganizzo le truppe per inviare un primo contingente a nord a pattugliare i confini dove orde barbariche cominciano a fare la loro comparsa, e un secondo contingente per invadere la Sicilia orientale. Questo tentativo viene pero' bloccato numerose volte dalla flotta dell'Epiro, che piazzandosi nello stretto di Messina impedisce lo sbarco delle mie truppe. Devo spostare la guerra sul mare, quindi prioritizzo la costruzione di triremi lungo tutta la costa tirrenica, consolidando l'armata navale nei pressi di Roma.

 

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475 AVC. Mentre la campagna a sud e' in pieno stallo, a nord i barbari iniziano a farsi sentire. Sposto il mio contingente in Bonomia e forzo le tribu' stanziali al combattimento, riuscendo a batterle grazie alla migliore qualita' dei miei soldati ed ad un buon assortimento di Principi (fanteria pesante), Veliti (fanteria leggera) e Sagittari (arceri). Rimossa la minaccia posso iniziare la colonizzazione e a passare a fare la stessa cosa in Liguria; qui pero' i locali si alleano con le tribu' limitrofe ed il mio ridotto contingente militare e' costretto ad una repentina fuga in Etruria. Recluto rapidamente ulteriori unita' e una volta rafforzato il corpo di spedizione torno in Liguria a completare la bonifica ed iniziare la colonizzazione.
Nel contempo termino la produzione delle triremi, e porto la mia flotta da battaglia, composta da 15 navi, davanti alle coste dell'Epiro. Mentre infuria la battaglia navale faccio attraversare alle mie truppe lo stretto di Messina, questa volta indisturbate. Mentre l'assedio procede per il meglio, anche se lentamente, la flotta nemica, in inferiorita' numerica, sembra prossima alla rotta; poi qualcosa va storto ed in breve vedo le mie navi affondare una ad una, senza riuscire ad infliggere delle perdite al nemico. Dopo aver perso 8 navi contro nessuna, decido di far tornare i superstiti in Lucania e ordino la costruzione di nuove triremi... Fortunatamente la mia economia e' salda e posso permettermi spese ingenti come quelle di allestire una nuova flotta, ma questa volta devo essere certo di avere un piano di riserva; inoltre il Senato vuole la distruzione di Cartagine entro 10 anni. Devo terminare la guerra il prima possibile per rivolgere le mie attenzioni altrove, o almeno assicurarmi il predominio nel Mediterraneo.

 

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Non potendo confidare sulla superiorita' navale, stringo numerosi patti che mi concedono di attraversare territori con le mie truppe; su tutti, quello piu' importante e' quello con l'Illiria: se non fosse sicuro effettuare uno sbarco in territorio nemico, potro' marciare lungo l'Adriatico attaccando l'Epiro da nord. Nel frattempo la Lega Aetolica attacca Sparta, battendola in breve e annettendola. Sparta poteva essere un mio futuro alleato, questo e' un brutto colpo; per lo meno la Macedonia esce vittoriosa dallo scontro con Tylis, espandendo il proprio dominio territoriale.